Selezione di stati piacenti.

 

Parte 01 - «La libertà dalle emozioni negative»

 

Indice del capitolo:

01-01) Informazioni generali di emozioni negative (EN) e di libertà da esse.

01-02) Eliminazione e dominazione di EN

01-03) Primi passi nella ricerca ed eliminazione di EN.

01-04) Pratica di percizione ciclica di EN.

01-05) Altre pratiche di eliminazione di EN.

01-06) Pratica del ritorno d’attenzione (RA)

01-07) Errori tipici.

01-08) Pratica di compattazione

01-09) Contentezza, “non succede niente”, stato grigio chiaro.

 

01-01) Giorno per giorno, minuto per minuto la gente prova emozioni negative (“EN”): gelosia, auto-compassione, paura, ira, collera, scontentezza, offesa, furia, perplessità, insulto, cattiveria, invidia, timore, preoccupazione, inquietudine, disprezzo, ripugnanza, vergogna, vendetta, apatia, pigrizia, tristezza, delusione, avidità, eccetera eccetera.

La pratica del percorso diretto (“PPD”) esposta in questo libro consiste in una sostituzione consecutiva di percezioni indesiderabili da te con quelle desiderabili. Per questo occorre provare un gioioso desiderio (cioè desiderio accompagnato con il pregustamento) di tale sostitizione di percezioni, e coltivarlo tenace e deciso, finché l’abitudine nuova superi quella vecchia, presa meccanicamente una volta. Chiamo questo percorso “diretto” proprio perché per realizzarlo ci vuole l’unica condizione essenziale - la presenza del desiderio gioioso di trasformare le percezioni che appaiono nel tuo posto.

Man mano che una persona, esercitando la PPD, ottiene una perfetta eliminazione di EN che nota (vedi avanti), scopre che oltre a EN forti e notevoli prova continuamente l’enorme quantità di quelle piccole. Non è esagerato dire che quasi ogni percezione è accompagnata con una piccola esplosione di EN (più spesso sono l’insodisfazione, l’atteggiamento negativo, l’angoscia) il che ha una “coda” appena ragguardevole che alimenta lo sfondo negativo già superdenso. Tutto sommato crea un’atmosfera inquinatissima. Le conseguenze sono terribili, catastrofiche.

Primo, provoca quello che chiamano “la vecchiaia” e arriva non a 40 anni ma a 22-25 e molto veloce. La pelle diventa non solo meno liscia ma sgradevole alla vista e al tatto, i corpi e i visi diventano flaccidi, brutti, alterati, troppo grassi o al contrario disfatti alla magrezza brutta. Gli odori diventano sgadevoli, forti. La salute continuamente peggiora, ma siccome succede abbastanza lentamente, una persona ci si abitua e non si rende conto che accadono dei cambiamenti spiacevoli - alla mattina ti svegli spossato, alla sera ti adormenti come sprofondi nel delirio, vengono i gemiti, il torpore, occorrono più stimolanti - caffé, sesso meccanico, impressioni primitive. E guarda ai nostri vecchi! Lascia stare la correttezza politica, guardali con tutta la tua sinceretà. La situazione è grave. I loro corpi e visi sono la realizzazione materiale di EN che provavano per tutta la vita e continuano a provare. Ci siamo talmente abituati che sembra naturale che la vecchiaia è inevitabili marasma, bruttezza, sofferenza, stupidità e aggressione. Però in India, Nepal,Tibet e a Sri Lanka in monasteri tibetiani si può incontrare delle persone molto vecchie tanto diverse dalle nostre. I loro volti, intonazioni, atteggiamenti destano simpatia, i loro corpi invecchiati non hanno l’aspetto ripugnante, spesso i loro occhi sono incantevoli.

Secondo, sono assulutamente convinto che quasi non esistino o non esistino affatto le malattie che non siano state provocate proprio da EN. Secondo la religione di oggi le persone si ammalano a causa di virus e di microbi, però io sono convinto che questi virus e microbi inizino la sua attività distrittiva nei corpi di persone più disfatte da EN, e non è difficile trovare la conformità tra le mallatie e il tipo di EN dominanti.

Quelli che fanno la PPD e ottengono i livelli di libertà sempre più alti, ogni tanto provano delle esplosioni d’abitudine vecchia di provare EN, e allora notano con stupore, che con il corpo succede qualcosa d’incredibile - non stai bene, e in certi parti senti dolore, ti assale la pesantezza dolorosa, l’inerzia, la specifica oscurità fisica, la fiacchezza e tutto questo in un’ora , in mezz’ora che provi lo sfondo negativo, solo dopo qualche esplosione non eliminata di EN! In questi momenti diventa particolarmente chiaro che se non elimini EN, vivi sempre in questo stato doloroso, la gente prova continuamente una o altra EN - come esplosioni forti o in forma di un “debole” sfondo negativo (“SN”) di preoccupazione, ansia, scontentezza, auto-compassione, tristezza ecc., e continuamente il loro corpo sta sotto la pressione di questo veleno.

Terzo, le EN non solo rovinano il corpo; ma anche distruggono completamente la capacità di provare desideri gioiosi, chiarezza mentale, percezioni illuminate (“PI”) - dolcezza, senso di bellezza, avvenerismo, calma, piacere di creatività, simpatia, entusiasmo, pregustamento, anticipazione…Le EN fanno di una persona un morto che cammina, e può girare per la terra ancora per molto tempo, decompostandosi lentamente, esternamente un corpo vivo, dentro del quale da tanto non c’è niente di vivo. E poi significa che davanti alla persona implacabilmente si chiude la porta per il viaggio di coscienza, per le nuove scoperte, per le nuove PI. Sottolineo - nessuna pratica spirituale, nessuno yoga e meditazione, nessune preghiere e suppliche non ti portano da nessuna parte, se per il primo non cerchi di raggiungere la perfetta eliminazione di EN e sentimento continuo di PI. L’eliminazione di EN e la scoperta dentro di sé di un mondo di PI è il percorso verso un viaggio incredibile di coscienza indipendemente da quello che pratica spirituale hai scelto.

Credo che qualsiasi asspirazione sincera a PI ti porti più o meno veloce ad un resultato più o meno vistoso, se sia un buddista, un krishnaita, un ortodosso o qualuque altro. Non imorta se adori dio in qualsiasi forma o credi in un dio amorfe; se sei un ateista o un darvinista, esoterico, tantrista, seguace di una setta vecchia o nuova - se provi unaspirazione sincera a PI, se hai un posizione inconciliabile per le EN e il dogmatismo, se fai qualsiasi pratica, che è indicata per provare PI e smettere di provare EN, allora i risultati cominciano ad apparire, la vita sarà più interessante e piena. Ma favorire le EN, giustificarle o mentire a sè stessa, quando fingi di non provarle, - è una situazione di stallo, è il movimento verso la distruzione, marasma e le sofferenze intense.

La società in cui non c’è un atteggiamento inconciliabile verso le EN e il dogmatismo, non vivrà mai in pace, anche se complichiamo le leggi, inaspriamo punezioni, inventiamo degli strumenti e meccanismi nuovi. La communità dei praticanti della PPD - dei “musi”- un esempio unico di communità di nuovo tipo- è assolutamente stabile, perché semplicemente non ha le forze interne distruttive, siccome ogni impulso d’agressione, d’offesa, d‘auto-compassione, d’avidità ecc- tutto questo si sottopone ad eliminazione immediata, perciò crescono rapidamente la simpatia, il desiderio di PI in sé e negli altri, la fedeltà, la dolcezza, il desiderio di cooperare ecc. E anche la communità di quelli che, anche se non hanno lo scopo d’eliminazione d’EN e dogatismo, ma simpatizzano con la PPD, mostrano l’appoggio alle asspirazioni di “musi”, si distingue per serenità assoluta (non confondere con l’indifesa e l’infantilismo) e la stabilità.

Il mondo in cui vivi è prima di tutto il mondo di EN, si può dire senza esagerazione. Si manifestano in forme così numerose, e intrecciate cosi strettamente nella vita che delle volte sembra che non ci sia più niente, e tutto quello che puoi fare è chiarirle, complecarle, variarle, arrotolandole, legando una allaltra, facendole più intense e multistrato. Le EN ti avvolgono dappertutto, vengono imposte e coltivate. Non dico neanche alle cose evidenti come il culto di violenza nei telegiornali e nei film, ma apri qualsiasi libro fiction, che si considera buona e profonda, e lì trovi le EN raffinati, forti EN, EN complicate, e se al lettore viene un complesso di EN mescolato con le emozioni positive (EP), allora proprio questo è la base di consiterare un libro buono. E come potrebbero esistere dei libri che descrivono la vita in PI? Perché per poter scrivere di questo, bisogna avere lesperienza così e cercare di consolidarla in qualsiasi modo. E impossibile inventarlo, perciò sono estremamente pochi i libri così, ad esempio tutti i libri di Kostaneda, Taisha Abelar, Florinda Donner, Ramakrishna e i suoi allievi di Cristofer Isherwood, Shri Aurobindo o il viaggio di coscienza di Satprem, Mahamudra di Tashi Takpo Namgala e Dalai Lama, Lamrim Chzhe Zonkapa, Le agende di Krishnamurti, Yogasutra di Patangiali, Dipinto delarcobaleno di Tulku Urgen Rinpoce, I miracoli di cervello naturale di Tenzin Vangial, Il grande yogo di Tibet Malarep di Ewance-Wentz fanno parte ti questi libri.

Un errore più profondo consiste in quello che le persone credono che non siano loro a scegliere di provare EN, ma gli ci “costingono” altre persone o le circostanze. Questa concezione è sbagliata al 100%, e credendo in questa diventa impotente anche quello che voleva smettere di provare tutte o almento alcune EN. Affermo, basandomi alla mia esperienza e l’esperienza delle persone che fanno la PPD: provi EN o no - dipende completamante solo da te, dai tuoi sforzi per vincere questo vizio terribile.

Il desiderio gioioso di cambiare le circostanze accompagnato con il pregustamento è completamente abbinabile con la pratica d’eliminazione di EN in circostaze attuali, con la chiarezza che non sono le circostanze che “provocano” le EN, ma in questo posto c’è l’abitudine - provare EN in queste circostanze. Perciò si può eliminare perfettamente EN che vengono in una certa situazione e provare PI, e nello stesso tempo provare desiderio gioioso di cambiare la situazione e fare sforzo per questo.

Non esistono circostanze che sarebbero un ostacolo per la pratica. Più non desideri una situazione, più veloce vengono le EN e potrai in modo particolarmente intenso praticare l’elimonazione e ottenere un resultato più vistoso. Alla fine, anche le situazioni più indesiderate il praticante affronta con allegria, decisione e pregustamento (più dettaliato vedi la parte “scontro”). Essendo in un ambiente agressivo si può allenare la perfezione nell’eliminazione di EN. Essendo in un ambiente comfortevole si può allenare lo sforzo per eliminare la contentezza e il grigiore. Finché sei viva - hai le condizioni ideali per la pratica in qualsiasi corcostanza. Contemporaneamente viene un rapporto insolito verso le circostanze - non come per un ammasso caotico delle fatti, ma come per qualcosa di vivo, sensibile.

E possibile essere liberi da EN? La gente si nè inpantanata così disperatamente, che anche lidea di liberazione da EN provoca in lei unirritazione. Si immaggina senza le EN e si diventa perplessi, ma come vivere allora,- trasformarsi in un insensibile pezzo di legno? E’ talmente tossicodipendente di EN, che non è capace di immagianre qualcosa al di fuori di esse, anche se molte persone avevano degli scatti brevi di riflessi deboli di PI, sopratutto nella prima infanzia.

Chiedi una persona se prova EN? Ti risponde - “certo”, ogni tanto le provo. La parola “certo” mostra la sicurezza irriducibile che non piò essere diversamente. Le parole “ogni tanto” è l’ illusione, perché le persone provano EN o SN non “ogni tanto”, ma continuamente. Più forte è l’abitudine di provare EN, meno una persona si rende conto di averle, e presto solo un fortissimo scatto d’agressione accompagnato con l’attaco di cuore riconosce come le EN, e in altro tempo penserà di non avere le EN. Il livello d’emersione delle persone in EN è terrificante, inesprimibile. 99,99% del tutto il tempo una persona prova più o meno forti EN o SN, raramente interrotti da EP - niente di vivo sopravvivrà in un ambiente cosi avvelenato. Ma anche le EP è una consolazione debole, perché sono un altro lato di EN, non meno distruggente - le EP sono la contentezza di possesso (d’attenzione o di cose o di potere ecc), malignità, autocompiacimento, contentezza, narcisismo, senso della propria importanza (“SPIm”), disprezzo, orgoglio ecc. Le EP non solo non compatibili con le PI ma provocano le EN più forti, perché più forte è, ad esempio, il SPI di una persona, è più facile ferirla, vede più minacce per la sua presunzione, più spesso e più facile prova scontentezza, rabbia, offesa, agressione. A certe persone, a volte, le EP si mescolano con le PI, e a volte le EP bilanciano l’azione di EN ( ad esempio, la contentezza compensa la scontentezza), e allora nel attimo fuggente della libertà relativa da EN e EP possono apparire i riflessi di PI, ma sono troppo deboli, e con il tempo possono sparire del tutto.

Le EN sono un veleno, uno stordimento stupefacente. Ti fanno morire, ma provi anche il “godimento”, e se provi a smettere, ti viene la crisi di astinenza, la paura della libertà. Le persone provano “impressioni” di EN e galvanizzano, prendendolo per la vita. “Le impressioni” sono le EP.La rabbia per il nemico è accompagnata con la malignità al pensiero di vendetta. La tristezza di perdita - con la soddisfazione che ti compatiscono, e ti prestano l’attenzione, perciò nelle EN la gente vede il valore, il modo di avere le EP, e anche l’idea d’eliminarle gli mette paura di perdere queste EP, auto-compassione, lo scetticismo e anche l’agressione. Come uno deve essere morto per attacarsi alle EN come al modo di sentirsi “vivo”! “Il piacere” di EN è “il piacere” di consumo del veleno - prima stai molto male, ma poi comincia a megliorare, perciò le persone coltivano le EN apposta, siccome non sanno provare le PI, e neanche le sognano, abituati che la vita è una cosa grigia e monotona. Già a 25-30 anni le persone cominciano ad aspettare la morte come la liberazione dal grigiore, EN e malattie, affrettando e programmando la sua vecchiaia e decomposizione.

Eppure la libertà è possibile. Io offra una pratica che porta verso la libertà. Il superamento di EN è il primo passo dopo il quale si scoprono dei mondi incredibili, degli spazi, delle condizioni. Si incontrono le persone che ammettono che si può diminuire l’intensità di EN, ma non credono che lo si può fare con i propri sforzi, e cercano di trovare “un grande pulsante rosso” (“GPR”) - si preme e non si ha le sofferenze. E per trovare questo pulsante praticano lo yoga, respirano in modo particolare, si mettono nelle posizioni diverse, leggone i mantra, camminano in riga, cantano gli inni e altro, cioé fanno del tutto, tranne fare uno sforzo per smettere di provare le EN e “saltare” nelle PI. Infatti alcune EN per un breve periodo si indeboliscono, ma è un effetto temporaneo e molto debole, prima o poi l’attenzione stacca e ritorna alle stesse EN, e non è possibile stare a cantare i mantra per 24 ore di seguito - devi alzarti, andare a mangiare, a lavorare, comunicare con la gente, dormire, e allore le EN ti attacano di nuovo. I monaci tibetiani credono che in un futuro molto lontano, dopo di centinaia di reincarnazioni smettano di provare le EN, ma neanche loro ci crederanno che lo si può fare non fra 500 anni ma adesso - in qualche anno di lavoro intenso.

Per prevenire le possibili interpretazioni sbagliate, definisco che “lo sforzo” è un desiderio concentrato, intenso e gioioso. “Concentrato” vuol dire senza difussione per le distrazioni caotiche. “Gioioso” vuol dire che è accompagnato con il pregustamento, con la freschezza e con l’anticipazione. “Sporzarsi per elimiare le EN” non significa tendere i musculi, stringere i denti o respirare in un modo diverso - questo significa desiderare moltissimo smettere di provare EN e desiderare moltissimo provare PI. Il desiderio concentrato, intenso e gioioso porta ad un cambiamento di percezioni secondo questo desiderio. E più lo pratichi con assiduità e decisione, più abilità acqusisci, più efficace diventa il tuo sforzo. Com’è avviene - che uno sforzo porta a cambiamenti, - è un mistero, ma siccome avviene, l’uso e ottengo il desiderato. La gente non sa niente di questa capacità di sforzi, perché i suoi desideri sono o troppo deboli o troppo diffusi o motivati non dall’aspirazione alle PI, non sono gioiosi, ma motivati dalle paure, d’altre EN, dal desiderio di diffendersi o di attacare.

Altre due parole che descrivono abbastanza esattamente lo sforzo sono “ricordarsi” e “saltare”. “ Fare lo sforzo di eliminazione di EN” è identico “ricordarsi in condizione quando non hai le EN” o “saltare in condizione senza EN”. “Fare lo sforzo di creazione di PI” è identico “ricordarsi in condizione quando provavi PI”, “saltare in PI”. Sottolineo - occorre non solo pensare a quello che provavi una volta PI, ma a punto ricordarsi quella condizione. Siccome tutte le percezioni esistono solo qui e adesso, allora “ricordarsi in PI” significa “provare PI proprio adesso”.

Un supersforzo si fa quando fai qualcosa che consideri impossibile per te continuando ad aumentare la potenza di sforzi contro i pensieri-scettici, contro ogni cosa.

Adesso è impossibile immaginare il mondo moderno senza scienza. Gli studiosi fanno delle ricerche su proprietà di materiali, cercano le regolarità e modi di ottenere le proprietà desiderate di materiali, dopo di che usano le conoscenze acqusite per sostituire le percezioni. La sensazione di freddo si sostituisce con la sensazione di caldo, quando invece di una pelle bucata e bagnata e delle scarpe di legno ti metti una giacca moderna di polartek e delle scarpe da tracking. La sensazione di mal di denti si elimina con l’applicazione delle tecnologie moderne. E un tempo la scienza non c’era, anzi - quelli che facevono le ricerche su proprietà di materiali, studiavano la sruttura d’esseri che c’erano intorno, erano oggetti di persecuzioni, gli accusavano di mancanza di respetto verso i dei ecc. Renditi conto che adesso l’umanità è nella fase successiva di sviluppo della civiltà. Le persone moderne sono convinti che non è possibile improvvisamente sostituire la percezione di rabbia con la percezione di simpatia, o il senso di malinconia con la fedeltà e il senso di bellezza ecc. Nessuno studia le proprietà di percezioni, prova a sostituirle basandosi alle desideri gioiosi, al pregustamento e al buonsenso. Anzi - a quelli che lo praticano mettono paura di una spaventosa punizione di dio, dicono che queste persone “violino il bilancio naturale nella natura umana”, perché se le EN esistono , allora “servono a qualcosa”. In questo caso non è chiaro perché questi critici non smettano di farsi curare i denti, usare i vestiti pesanti ed i profilattici, siccome se ci sono mal di denti, sensazione di freddo e AIDS vuol dire, secondo le sue dogme, che “servono a qualcosa”? A quelli che sono in balia di dogma, che siccome l’uomo “è creato” con le EN, allora un intervento nel “corso naturale delle cose” porta ad “uno sbilancio”, gli ricordo che se l’uomo è creato da qualcuno con una serie di percezioni, allora tra queste percezioni c’è anche il desiderio gioioso di cambiarsi, il desiderio di fare degli sforzi per smettere di provare oscuramenti, e provare PI.

C’è un’altra cosa a cui voglio fare caso. Se una persona sotto l’influenza di una concezione falsa, per paura di punizione o per rispetto verso le autorità ecc. fa un certo cambiamento nella vita, allora successivamente ogni tanto può pentirsi di averlo fatto e volere di tornare come prima o cominciare a cercare qualcos’altro, siccome la vita che ha creato non gli accontenta. Lei aveva le idee di successo, è la realtà si è rivelata diversa. Una persona che ha raggiunto il successo almeno in un atto d’eliminazione di EN, e proprio adesso ha provato l’esplosione di PI, in questo momento non può neanche pensare sensa brividi di paura di tornare nella condizione di prima, quando non ci sono le PI e ci sono le EN. Questo fa venire in mente la morte, e anche qualcosa più terribile di morte. E più spesso il praticante prova le PI, più convincemente cerca di consolidare questo stato, smettere di provare EN come prima a qualsiasi prezzo. La nuova realtà si risulta immensamente più piacevole di quella di prima.

Nella vita dell’umanità inizia una nuova epoca - le persone cominciano ad analizzare le percezioni che formano le stesse, studiare le sue proprietà e le sue regolarità, scoprire i desideri gioiosi orientati al cambiamento di composizione di percezioni, creare le tecnologie ottimali di questi cambiamenti. Nel corso delle ricerche di sostanze conisciute gli studiosi del passato scoprivono delle sostanze nuove, che avevano le proprietà inconcepibili, uniche. E’ uguale qui - man mano che si fa la pratica di sostituzione di EN da PI, appaiono delle PI assolutamente nuove, talmente stupende che nessuna fantasia viva non potesse prevedere una cosa simile. Inizia la epoca dell’ingeneria di percezioni, che formano il conglomerato che si chiama “uomo”. Inizia un nuovo viaggio unico, e la proprietà caratteristica di questo viaggio consiste in quello che non è un famigerato “viaggio di coscienza” che di solito si definisce come un certo processo emozionale e mentale staccato dalla realtà materiale, dalle percezioni, cioè dal corpo fisico, da una vera quotidianità. Una persona si mette in questo viaggio interamente. Diventa non solo un sognatore che esamina i termini filosofici e durante ciò prova una quantità notevole di EN, non prova desideri gioiosi, si ammala, si sente pegiorare. Anche il suo corpo fisico è una composizione di percezioni, che chiamiamo “sensazioni”, e anche queste percezioni si possono essere sostituite con uno sforzo diretto (ad esempio l’apatia con l’energia, “il malessere” con “il benessere”), e oltre questo il corpo fisico comincia a trasformarsi, addotarsi dopo di che le EN spariscono dal insieme di percezioni, e al suo posto arrivano le PI.

In questo momento (il 2005) ce ne sono pochi i viaggiatori - un po’ più di 20 persone (parlo dei “musi”), ma nel 2000 quando ero al inizio dell’attività, non c’era nessun muso, perciò sono convinto che aumenteranno e di molto perché per realizzare un viaggio così non ci vogliono né soldi né macchine né istruzione né conoscenze né eredità né altro. Basta solo sapere che questo viaggio e realizzabile (questo problema risolve il libro) e anche il fatto che sei viva e hai voglia di diventare felice, provare percezioni illuminate, superare oscuramenti. Perciò sono convinto che la quantità dei “musi” aumenterà in anno di anno e arriva il momento quando li contiamo con le centinaia e migliaia. Perciò provo un fortissimo pregustamento quando realizzo i miei desideri gioiosi per realizzazione dei “muso-progetti” - costruisco l’infrastruttura per la muso-cultura, faccio tradurre i libri in altre lingue, contribuisco alla pratica dei “musi, perché con il tempo diventino gli esperti nella pratica, i portatori di PI, e possano da soli contribuire alla pratica di praticanti principanti. Spendo per questo tutto il mio tempo e tutti i miei fondi, e mi piace molto.

Obiettivo minimo per i “musi” consiste nel prima imparare l’abilità di sogni consapevoli e d’espirienza extracorporale, e poi imparare a conservare la coscienza nel processo di morte del corpo fisico (quando e se muore), nel periodo tra la morte del corpo fisico e la nascita di uno nuovo e dopo la nascita perché nella vita nuova ricordarsi la sua pratica e continuarla, cominciando dal punto in cui era terminata nella “vita precedente”. Affermo che per realizzare decisivamente questa esperienza è assolutamente necessario eliminare oscuramenti e ottenere continue PI, preferibilmente da qualità estatica. L’umanità ha già una limitata esperienza simile (ricordiamo Dalai-Lama 14, Karmapa 17 e centinaia dei monaci tebetiani meno famosi che sono diventati “tulku” - persone che hanno portato la sua coscienza in un corpo nuovo con le più o meno rotture nella autocoscienza, nella capacità di recordare le vite passate e la sua esperienza precedente).

Le EN hanno una serie di caratteristiche distintive:

1) dopo di esse viene l’ottusità (cioè il calo brusco di capacità e di desiderio di distinquere le percezioni);

2) dopo di esse si sente male;

3) dopo di esse si perde l’intersse, il pregustamento, l’entusiasmo, e altre PI, i desideri gioiosi;

4) il suo andamento non è compatibile con la coscienza chiara;

5) il suo andamento non è compatibile con le PI;

6) provando EN assomigli ad un robot programmato - le reazioni e l’azioni sono prevvedibili in anticipo; le tue azione sono particolarmente inefficaci

7)è quasi impossibile liberarsi dalla corrente di EN senza un allenamento assiduo e deciso - anche se in una situazione decidi di smettere di provarle, non spariscono - questa è la forza dell’abitudine consolidata mille volte.

Le caratteristiche peculiari delle EP:

1) sono l’opposto speculare di EN: invidia - malignità, scontentezza - contentezza, senso della propria inferiorità (“SPIn”) - SPIm, preoccupazione - tranquillità fiacca e grigiore, amarezza della perdita - “gioia” della vittoria, tristezza della solitudine - amichevolezza morbosa, adulazione eccetera;

2) dopo di esse vengono la stanchezza, l’accasciamento, l’indifferenza;

3) dopo di esse vengono l’avvelenamento, il malessere, anche se non così evidentemente come dopo le EN;

4)durante il suo andamento c’è paura che prima o poi cessano e arrivano le EN;

5)il suo andamento quasi al 100% non è compatibile con le PI - fanno l’eccezione solo quelle situazioni in cui le EP equilibrano le EN esistenti e nello spazio liberato può balenare un riflesso di PI;

6) durante e dopo di sua manifestazione viene l’ottusità;

7)il suo andamento non è compatibile con la coscienza chiara anche se non così evidentemente come con le EN;

8)sempre la stessa “robotosomiglianza”, la prevvedibilità d’azioni e di reazioni della persona, che prova EP; la stessa inefficienza d’azioni

9)il desiderio di provare EP assommiglia molto alla tossicodipendenza - “le crisi di astinenza” di non ricevimento di EP possono essere molto “dolorose”, cioè possono essere accompagnate con le EN molto forti.

A una persona emersa nelle EN è molto difficile distunguere in modo chiaro le EP e PI perché le PI prova molto raramente, perciò nella PPD si accentua principalmente l’eliminazione proprio di EN, che sono chiaramente velenose, terrificanti, indesiderate. Man mano che il grado di libertà da EN si rafforzerà, tra le EP inizierà la stratificazione - alcune diventanno satteliti - sosie di EN chiaramente indesiderabili, altre si vorrà provare ancora, purificandole dagli strati velenosi, e durante questa purificazione da esse nascerà un germe di PI. E alcune EP spariscono da sole senza sforzi, quando sono neutralizzati le EN speculari, ad esempio eliminando l’invidia sparisce anche la malignità.

Le PI non spariscono mai durante l’eliminazione di EN, anzi - si rafforzano tutte le sue qualità: a)frequenza di apparizione, b)intensità, c)profondità (cioè il numero di sfumature), d)acutezza (il grado d’isolamento da percezioni affini, “purità”) e e) ripercussione (la qualità consiste in quello che l’apparizione di una PI porta ad un’esplosione di un intero “manzo” d’altre PI.

Un altra differenza caratteristica di PI da EP è che EP - qualsiasi forza abbiano, - sono sempre orientate agli oggetti. Anche la malignità forte è la malignità per un motivo concreto, nei confronti di una persona concreta. Anche il dispiacere forte è il dispiacere per qualcuno concreto, per una situazione concreta. Le PI hanno una qualità unica di diventare non oggettive con l’aumento d’intensità, sopratutto quando diventano estatiche.

C’è termine “malattia mentale”. Con quello si indica tutto ciò che è insolito. Vai in giro nuda - malata. Fai bagni nell’acqua gelata - malata. Neutralizzi le EN - malata. Non vuoi sposarti - malata. Non vuoi bene ai genitori - assolutamente malata! Io propongo un altra difenizione - è malato di mente quello che non vuole provare certi pensieri, emozioni, desideri, ma li prova. Se non vuoi provare EN, ma le provi, quindi sei malata mentalmente, e la consapevolezza di questo consolida il desiderio di cercare il percorso verso la guarigione, cioè cessazione di EN.

Una delle difficoltà principali nell’eliminazione diretta di EN è l’interpretazione falsa di esse come “una parte integrante di sé stessa“, come la sua proprietà, e più una persona è inclinata per il desiderio del possesso, è più difficile per lei volere liberarsi anche da una proprietà come le forti sofferenze, tanto più che pensa di provare un accesso di EP dopo l’accesso di EN. Però se cominci a eliminare le EN, le paure e i dispiaceri piano piano spariscono, la sua assurdità diventa chiara, perché in seguto dell’eliminazione di EN si aumentano i bagliori di PI, e ogni bagliore chiaramente illumina il dilemma: o l’uno o l’altro. Da una parte di bilancia sono le EN, dall’altra - la gioia di sfiorare le PI.

Le EN non sono una parte integrante della persona, è semplicemente un tumore. Spesso si parla di così dette “qualità personali”, e si sottintende che queste qualità sono una cosa propria a noi nonostante tutto, una cosa data dalla nascita o assimilata per sempre dall’educazione, e se può essere corretta comunque nei limiti molto stretti.

Dicendo “sono così stizzosa”, si indica che è proprio “una qualità personale“, “un tratto di carattere”. E si suppone che l’irritazione inevitabilmente viene nelle certe circostanze, cioè si inventa un “rapporto” rigido e stabile tra le circostanze e le EN. Inoltre si inventa una certa “natura” particolare di questa “qualità”, diversa dal solito tumore, che si può o coltivare o eliminare. Tutte le simili “qualità” sono le abitudini profondamente penetrate di provare EN. Non c’è nessun “rapporto” - c’è solo l’abitudine che si può cambiare.

Se stai fissando che tutte le EN si neutralizzano o che le EN non ci sono adesso, ma nello stesso tempo proprio adesso non ci sono neanche le PI vive, vuol dire che in questo momento provi sfondo negativo (SN). Lo SN sono le stesse EN con un’intensità molto debole, sono come “spalmate”, come lo strato di fondo di EN. Non hanno l’esplosioni espresse, e quando viene questa esplosione, questa è una semplice EN, e spesso puoi non renderti conto che la EN non viene d’improvviso, ma ha uno strato nutriente in forma di SN, che provi proprio adesso. Lo sfondo negativo è molto allungato nel tempo, può durare ore, giorni, mesi, tutta la vita. Scoprire questo SN molto connaturato non è facile. Per questo è adeguato servirsi di consiglio del partner di pratica, siccome una persona che ha l’esperienza di eliminazione di EN, SEN, e SN può vedere in te le manifestazioni che confermano lo SN con cui sei molto identificato. Se non hai questa possibilità, bisogna aumentare l’attenzione, fare diverse pratiche per scoprire lo SN. E’ efficace la pratica di levigazione emotiva (vedi avanti). O si può far scorrere pensieri e sequire - con quale di essi appare una risonanza più nitida, e questo permette alla fine scoprire lo SN. Può essere l’inquetudine d’insicurezza di futuro, la paura per bambino, la paura di genitori, la paura di giudizi d’altre persone, la timidezza, l’abitudine di provare uno stato grigio - ognuna ha la sua.

Lo sfondo illuminato (“SI”) si definisce analogamente allo SN.

Introduciamo il termine “dominante negativa”. Spesso le persone dicono che sono abbastanza libere da EN, e alcune anche dichiarono di non provare EN e SF per ore intere e anche per giorni. Però si vede che è talmente piena di EN e SN che tutto il suo viso è storto, il corpo è teso, che ti trasecola - come mai non lo vede lei? La dominante negativa è una EN o uno SN a cui sei talmente abituata che non solo non ti puoi immaginare la vita fuori di essi ma non ti neanche accorgi di provarli continuamente! Ripeto - se in questo momento tu fossi libera da tutte le EN, allora proprio in questo momento proveresti le PI vive e solide, e se non ci sono - quindi proprio adesso c’è una EN o uno SN o SEN e cioè la dominante negativa.

Non fermarti sui discorsi di pratica, comincia una lotta reale per la liberazione proprio adesso. Lotta! Basta vivere così! Sì, eliminare EN non è semplice ma vivere con esse è semplice? Cominciare a eliminare EN è il primo passo. Se non l’hai fatto, non hai fatto niente e tutto è chiuso davani a te. Quanto tempo ci vuole per fare il promo passo? Davanti sono le grandiose vastità di PI e tu stai risparmiando questo veleno…Pensa che tu sia un’alpinista che va all’assalto di una vetta. Non è una vetta facile. Ci sono molte persone che si chiamano maestri, illuminati, master, ma hai mai visto una persona libera da EN? Questa vetta si sottomette a pochi, ma non perché è così difficile, e perché nessuno si prende questo compito. Nessuno elimina EN con uno sforzo diretto, tutti cercano delle strade indirette, GPR - posizioni, mantra.

Prendi tutta la tua decisione, la tenacia, l’amore per la vita - se questo compito non sarà fatto ti aspetta il destino di tutti gli altri che ti circondano. Guarda le vecchie che sono diventate l’incernazione fisica di EN - ti sta bene una vita così? Guarda i giovani con gli occhi vuoti che corrono spasmaticamente dalle EN e l’ottusità nelle EP e nelle EN più grandi e nell’ottusita più grande.

Guarda le persone a 30-40 anni con una maschera continua di EN sul viso, che da tempo hanno perso ogni speranza. Vuoi essere come loro? Se no - lotta. Immaginati un’amazzone, una strega - ti servirà la massima tensione di forze, e non per un illusorio “futuro luminoso”, ma per provare PI, che proverai subito dopo aver eliminato un’altra EN. Dopo ogni passo - un nuovo grado di libertà, ogni giorno - nuove esplosioni di PI, di consapevolezze, la vita diventa una creatività continua e il godimento di questa creatività.

Vicino al portone della casa tua ci sono panchine. Su quelle - vecchi e vecchie. Vicino - bambini e ragazzi. E questi bambolotti INEVITABILMENTE si transformano in QUESTO, per definirlo è difficile anche trovare parole. Guarda negli occhi di vecchi e vecchie. Tu vuoi diventare QUESTO?

Appena si elimina EN nello stesso attimo ci sono i bagliori di PI. Anche se purificarsi un po’, diventa chiaro che il percorso verso la libertà è così incredibilmente semplice! Bisogna solo eliminare qualche tipo d‘oscuramenti, e BASTA! Ed inizia un viaggio straordinario con le emozioni acute e profonde, che ti fa scoprire un mondo nuovo in te stessa. Non stai guardando da lontano a qualcosa di bello, ma te stessa diventi un piacere, una scoperta, un viaggio.

Non è possibile provare PI sotto il velo di EN, non si possono essere create o inventate - sono o scoperte o no, ma posso volerle provare. Il desiderio di provare PI è più forte se sei più libero da “oscuramenti” (vedi avanti), e avvicina in modo misterioso l’apparizione di PI, e se il desiderio è molto forte quindi cambia la sua qualità e lo chiamo “sforzo” e allora le PI vengono spontaneamente. Prima sono dell’esplosioni brevi che sembrano di apparire senza qualsiasi rapporto con la pratica. Poi la dipendenza di profondità e forza di PI da intensità e sincerità di sforzi diventa più chiara. Quando le nuvole di fumo diventano più sottili si comincia a trapelare il sole. Le PI non sono degli stati statici. Provandole te stessa diventi un percorso verso i mondi straordinari.

Un ostacolo serio per l’eliminazione di EN e per l’inizio d’allenamento assiduo in questo è la reazione della società. Una reazione negativa. Agressivamente negativa. Le persone intorno - parenti, conoscenti, “esoterici” nelle conferenze su internet - con una probabilità alta, tutti mostreranno l’agressione anche verso l’idea di eliminazione di EN, parleranno molto che non è possibile, “non-naturale”, porta alle spaventose malattie mentali ecc. Eccezioni di questa regola in Russia succedono ma di rado. Prima parenti e amici possono accettare tutto per la amichevolezza o per la paura di perdere tua attenzione, ma più coerente sarà la tua pratica d’eliminazione di EN e di concezioni dogmatiche, più chiaro diventa il suo vero atteggiamento per questo. Un simile atteggiamento unanime aggressivamente negativo verso l’eliminazione di EN, spesso accampagnato con le minacce e violenza fisica, può seriamente scuotere la tua decisione. Dopo aversi sentito nel vuoto molti paraticanti principanti si arrendono e si mettono in fila di quelli che per tutta la vita vegetano nelle EN. E’ la tua scelta - tu devi decidere.

Quando sono espresse le percesioni solite, anche se la parte di EN è alta, anche se c’è desiderio di non provarle, provi “la sensazione di conforto”. Quando cominci a fare la pratica del percorso diretto e sostituire un tipo di percezioni con un altro, quindi nonostante che la parte di PI piano piano si aumenti, verrà “il senso di sconforto”. Cominciando ad un certo livello di riempio di PI, lo sconforto con la sostituzione di percezioni, lascia posto ad anticipazione, asspirazione, gioia e altre PI. Un’ora fuori la pratica si ricorda come più o meno liscia catena d’impressioni. Un’ora di sforzi - come il taglio attraverso la giungla, pieno di scontri con gli ostacoli, superamenti di essi, scoperte. Così , praticante in prime fasi della pratica, quando le PI si manifestano di rado, può usare la presenza di senso di conforto come la base di suporre che lui “dorme” nei soliti oscuramenti.

A qualcuno una vita così sembrerà terribile - così come la vita di viaggiatore sembra una stupidità terrificante e un masochismo alla tua vicina-vecchietta.

Le EN assomigliano i tumori di cancro. Per esempio, una persona abituata a provare auto-compassione (AC), finalizzamente distruge la sua vita con le propri mani, siccome per essere compatito e consolato, aver l’attenzione degli altri (è questo che desidera), bisogna avere un motivo, distinguersi per una particolare “infelicità”. Per dilungarsi sulla propria infelicità, occorrono i particolari, e di più - allora lei ex professo e anche con il senso di superiorità inizierà gli altri ai “segreti” delle sue “sofferenze”. Quello che riesce bene in questa corsa dei campioni, mette su di sé il nimbo di martire, “segnato dal destino”, consolidando il senso della propria importanza.

Nella persona predisposta all’AC (pAC”) appare una sommità di desideri, simile al tumore di cancro: per lei diventa desiderabile quel esito che porta più “disgrazie”, perché più sofferenze e EN prova, più sostiene i suoi AC e SPI, occupa un gradino più alto nella gerarchia di persone infelici, che richiedono (e ottengono) e la pietà di altre persone, e le azioni conseguenti dalla pietà. “Disgrazie” (reali e immaginarie) diventano la sua proprietà, la merce che cambia all’attenzione e sevizi. Alla fine pAC con le propri mani comincia a destruggere la sua vita, basandosi sulle attività poco-finalizzate (“apf”) e attività decisamente - finalizzate (“adf”) . APF sono le azioni accompagnate con i pensieri “lo sto faccendo”, “sta succedendo”, ma se chiedi questa persona o se si chiede lei stessa “lo sto faccendo”?, “sta succedendo?”, risponde di “no”, cioé spinge fuori la chiarezza mentale. Con le ADF la persona è d’accordo che lo sta faccendo.

01-02)Porsi il problema di eliminazione di EN è più facile di cominciare a risolverlo. Bisogna fare veramente dei grandi sforzi, e fare la pratica una parte integrante della vita, altrimenti i sogni rimangono i sogni. Non “liberare tempo per la pratica”, ma farla in corso della vita. Quelli che passano dalle parole ai fatti e continuano con assiduità e decisione, raggiungono lo scopo con il pregustamento e l’asspirazione appassionata, nonstante i successi e le sconfitte che si incontrano raramente.

Le EN si elimina con lo sforzo - come se “ti strappassi” da esse, come da un palude risucchiante, “ti ricordi” in condizione di liberta dalle EN, “salti” in PI. Questo sforzo si perfeziona con gli esercizi multipli. Le descrizioni di diversi varianti di immagini e di pensieri, che entrano in resonanza con lo sforzo, vedi sotto.

Eliminazione di EN è, per la definizione, uno sforzo in seguito di quale a) non resta neanche una traccia insignificante di EN, b) viene una PI anche se debole ma ben definita. Certamente subito non si riesce a imparare a “saltare” dalle EN così puramente, per poter provare ogni volta PI, e all’inizio più spesso viene lo stato “non succede niente”, ma si può almeno ricordare l’asspirazione alle PI dopo ogni tentativo d’eliminazione di EN.

«Eliminazione perfetta” è così quando le EN si eliminano non più di in mezzo secondo. In questo tempo EN non riesce né avvelenare molto né creare la coda di EN seguenti, né nutrire lo SN.

Per rimanere socialmente adeguate le persone spesso dominano le EN, ma questo non porta a liberazione da esse, anzi - EN si trasformano in un pesante SN, che copre con il velo denso e velenoso tutte le altre percezioni. Come distinguere l’eliminazione EN dalla dominazione? Il criterio consiste proprio nel vivere PI - anche per gli attimi brevi, finché la EN per abitudine non arrivi di nuovo.Si può anche orientarsi al carattere di desiderio di non provare EN - se è accompagnato con il pregustamento, quindi la propabilità di eliminare EN e non dominarla è alta. Se il desiderio è motivato di paura, vergogna, SPI e di altre EN, l’eliminazione non avviene.

Se dopo il tentativo di eliminare EN si manifestano pesantezza, stanchezza, scontentezza, non c’è esplosione di PI, questo significa che è avvenuta non l’eliminazione, ma la dominazione. Con la dominazione scegli di non rifiutare le EN, ma solo nasconderle, per la vergogna o altre EN, nel momento bolli tutta e cerchi solo di apparire esternamente tranquilla. Con questo spesso le EN non solo non indeboliscono, ma anche aumentano, i suoi focolai multipli continuano ad apparire, provocando un fervore puzzolente, che inevitabilmente prima o poi si sfogerà. Una EN si può sostituire con un’altra (per esempio, l’irritazione può essere sostituita con la vergogna o la paura o l’auto-compassione), ma l’avvelenamento continua.

Elenco di quello che non è l’eliminazione di EN, che non ti toglie dalla circolazione infinita:

1) Sostituzione EN con le PI. Se sei arrabbiata con il marito, chiami un’amica e lei ti fa divertire.

2)Spostamento - una EN sposta un’altra. Invece di vergogna cominci a provare agressione.

3) Illusione - EN sempre si prova, ma pensi che nessuno lo veda, e ti convinci che EN non c’è, uccidendo così la tua sincerità, togliendoti l’ultima possibilità di cambiarsi.

4)Fuga nell’ottusità - EN ci sono ancora, ma ti proibisci anche pensare di questo, semplicimente spostando questi pensieri.

5)Ostruzione - c’è il pensiero “sto provando EN”, c’è un debole desiderio di smettere di provare EN, ma la sua forza non è sufficiente per superare la forza d’abitudine di provare EN e la forza del desiderio meccanico di continuare a provare EN.

6) Dominazione -la trasformazione EN in SN.

Certamente questo elenco non è pieno, completalo da sola, se vorrai.

Uno di ostacoli principali per l’eliminazione di EN è l’illusione, quando la persona solo pensa di voler eliminare EN, e in realta non lo vuole. Proprio questo rende il processo d’eliminazione molto difficile - il desiderio di provare EN nella presenza del quale puoi neanche renderti conto. Sempre, quando c’è la EN, c’è anche il desiderio di provare EN, e più forte è la EN, più forte è questo desiderio. Quando arriva chiarezza che la EN è così forte, perché la vuoi provare, e non perché eliminarla è molto difficile - viene decisione, pregustamento, gioia. Inoltre questa chiarezza può portare ad apparizione d’un nuovo paio di desideri - il desiderio di rafforzare il desiderio di PI e il desiderio di indebolire il desiderio di provare EN. Il desiderio di provare EN è accompagnato con i pensieri-scuse tipo “mi ha provocato”, “questa EN non è giusta” ecc.

Eliminazione di EN avviene come risultato di sforzi provocati da a) desiderio di fermare queste sofferenze, b) consapevolezza d’impossibilità di vivere in questo intruglio velenoso, c) aspirazione alla chiarezza, alle PI, manifestazione di quali non è abbinabile con le EN. Con l’elimanazione non avviene la sostituzione di una EN con un’altra, perché non ti accontenti di un effetto cosmetico, perché il compito non è far pensare qualcuno che non hai le EN, ma in quello di non provarle e provare PI. In seguito dell’eliminazione di EN sempre viene anche se leggera ma ben definita sensazione di liberazione, d’allegria quieta, di soddisfazione, di tranquillita intensa, di pregustamento e d’interesse per la vita. In caso di dominazione niente di questo non c’è mai.

Se esaminare dettagliatamente il processo di eliminazione di EN, allora è:

1) Una breve fissazione mentale “c’è un’EN”.

2) Il desiderio di smettere di provare EN.

3) Lo sforzo (cioè una acuta e concentrata esplozione del desiderio) di cessazione di EN.

4) Il desiderio di provare PI.

5) Lo sforzo per provocare la PI.

6) Manifestazione di PI.

Solo quando è realizzato il 6° punto, l’eliminazione può essere considerata fatta. L’eliminazione di EN riuscita non significa che dopo cinque sicondi non viene di nuovo, perché è un’abitudine fortissima, ma se volta per volta tenacemente elimini le EN, questa abitudine comincia ad indebolirsi, finché non cessi.

Durante la perfezione, gli anelli di questa catena diventano sempre più abituali, avvengono come da soli - in modo così automatico come prima automaticamente si manifestavano le EN, così l’abitudine di provare percezioni da te indesiderabili si sostituisce con l’abitudine di provare quelle desiderabili, e alla fine è possibile imparare ad eliminare le EN perfettamente. Dopo che elimini perfettamente una EN per un tempo abbastanza lungo, smette di apparire del tutto, e in questo modo si raggiunge l’eliminazione totale di questa EN. Quando impari ad andare in bicicletta è molto difficile mantenere l’equilibrio, e quando l’hai imparato non ci pensi più. E’ uguale qui.

Nelle prime fase di allenamento in eleminazione di EN è adeguato ricorrere all’aiuto di immagini visive o di pensieri che per te entrano in risonanza con il processo di purificazione dalle EN. Ogni praticante sceglie per sé una di queste immagini secondo le sue preferenze. Può essere l’immagine di un raggio di luce, che abbaglia tutte le EN, o l’immagine di una corrente potente che spazza tutte le EN dal suo percorso, o l’immagine di un’esplosione che manda in pezzi gli ostacoli di EN - qualsiasi cosa. Faccio esempi di immagini che entrano in risonanza con lo sforzo d’eliminazione di EN che ha raccolto Scvo:

1. Aumento dell’intensità di sforzi - come sollievo di una pietra grande e pesante dal profondo di lago, - prima la pulisci dalla melma, e poi continuamente tiri su.

2. Ogni forte EN - come un uragano, e per sopravvivere bisogna continuamente piantare con furia un palo solido non pieghievole dal vento. Ogni volta questo palo diventa più solido.

3. Avvento al potere in un paese ribelle. Le folle pazze d’impostatori ininterrottamente vogliono prendere il potere in questo posto. Se ti relassi anche per un secondo il potere sarà perso. Quando è raggiunta la stabilità del potere, proclamo le leggi nuove - la legge di serenità, la legge d’avvenerismo, la legge d’allegria.

4. Dolce e inflessibile ritorno d’attenzione dalle EN al ricordo di PI, come se non sapessi guardare fissamente ad un oggetto per causa di dispersione caotica dello sguardo, e dovessi sempre scuoterti, darti uno schiaffo, fissare la testa, coprire gli altri oggetti. Ma ecco ho imparato a guardare in una direzione, ritornando dolcemente lo sguardo fluttuante.

5. Laser - un raggio di luce sottile ma potente, che velocemente e inavitabilmente ripulisce l’ambiente.

6.Rapido spostamento della tigra - con ogni respiro raccolgo tutte le mie forze e mi butto nella PI, salto in lei, e anche se dopo 1-2 secondi che ho provato PI mi tira fuori, continuo a saltare, e presto la condizione iniziale si cambia, si riesce a saltare nella PI già per 3-5 secondi.

 

01-03) Uno dei modi per indebolire l’imprescrittibilità dell’abitudine di provare EN in una certa circostanza è la pratica di cambiamento ciclico d’interpretazioni. Se stai provando tristezza di solitudine, cerca di concentrarti sui pensieri: “ch’è bello, finalmente posso stare da sola, non fingere, non provare niente a nessuno, non rispondere ad aspettative, regole, decoro; posso pensare in pace, relassarmi, darsi ai sentimenti e alle fantasie. Sempre c’è tanta gente intorno, e adesso posso cogliere l’attimo e godermi la solitudine”. In seguito ti accorgi che la EN di solitudine si è indebolita. Adesso cambia l’interpretazione e pensa: “ se ci fosse un ragazzo carino, potrei attirare la sua attenzione, staremmo bene insieme, potrei toccarlo e provare la gioia di sentimenti erotici. Adesso qualcuno sta molto bene in due, ed io sono da sola, non c’è nessuno con cui parlare, di cui innamorarmi”. In seguito - inasprimento della solitudine morbosa, inasprimento di altre EN. Dopo averti “dondolato” tra due tipi di interpretazioni, avrai un’esperienza interessante, che la presenza di EN dipende non dalla situazione, ma dalla sua interpretazione. Il cambiamento d’interpretazioni non è il percorso verso la liberazione da EN, è solo il primo passo, perché, primo, la forza d’abitudine di provare EN, ripetuta centinaia migliaia di volte, è più forte di qualsiasi interpretazione, secondo, tutto quel tempo che cambi interpretazione la EN vive, si sviluppa, avvelena, provoca nuove EN. Il cambiamento ciclico d’interpretazioni dà solamente un’espirienza minima di diminuzione di EN, ma comunque consolida la consapevolezza che si può influire sulle EN indipendemente dalla situazione. La concezione falsa che le emozione si determinano completamente dalla situazione stessa, ti rende indifesa, siccome solo ogni tanto puoi cambiare le circostanze; in seguito viene irresistibilità. In un caso si diventa una pessimista, immersa fino al collo nelle EN, in un altro - una revoluzionaria, che cerca di cambiare le circostanze in modo che le EN non vengano, il che è sicuramente impossibile, semplicemente un EN si cambia con un’altra.

Se tutte e due l’interpretazioni sono ugialmente possibili, perché allora non scegliere e non rafforzzare quella che diminuisce le EN e permette di essere in uno stato più piacevole? Il cambiamento d’interpretazioni indesiderabili con quelle desiderabili è l’obiettivo minimo che permette di indebolire un po’ l’abittudine di cadere immediatamente nelle intense EN .

E molto considerevole che durante la tua pratica avviene accumulazione despirienza di provare PI - gli attimi vissuti in PI si accumulano non in un senso figurato, ma in quello più reale, e prima (o, per sfortuna, poi) avviene lo sfondamento, e provi uno spontaneo sollievo di eliminazione di EN, le PI conosciute cominciano a manifestarsi in modo più solido e vivo, si manifestano nuove PI.

Se ci sono le EN che ti dispiace lasciare (di solito sono tristezza, auto-compassione, compassione, gelosia, ma delle volte anche l’agressione, latteggiamento negativo), allora puoi liberarti da quelle che consideri evidentemente morbose ed indesiderabili. Labitudine di provare EN è consolidata con centinaia di migliaia di repetizioni, perciò già dopo qualche secondo di eliminazione di esse possono apparire di nuovo. Rafforza la decisione incrollabile e il desiderio di raggiungero lo scopo nonostante tutto, vincere labitudine che ti uccide. Per leliminazione totale di EN ci vorranno molti sforzi, ma i risultati in forma di bagliori di PI li vedi immediatamente dopo ogni sforzo di successo, e lespirienza di questi percezioni si accumula e aumenta lefficienza di pratica e la pienezza della vita.

Assalto di una singola EN è un esercizio efficace. Scegli una EN che si manifesta spesso, per esempio scontentezza, e prendi una decisione - nei prossimi tre giorni (tre ore, un’ora) non gli permetti di manifestarsi per più di uno o due secondi. Insieme ad altre EN la scontentezza si manifesta ad ogni passo, e a volte distinguerle non è facile, senza dire di farlo in un secondo, perciò è necessario ogni secondo (!) controllarsi, e l’eliminazione di una singola EN diventa un assalto di molte altre. Anche un’ora di questa pratica è molto difficile, come se corressi la maratona, e se questo effetto non appare, significa che stai ingannando te stessa, prendi il desiderabile per un fatto realmente accaduto, e l’eliminazione totale di scontentezza in realtà non avviene (controlla anche l’attributo immancabile dell’eliminazione di EN - l’esplosione di PI). Faccendo questi assalti comincia a formarsi e consolidarsi l’abitudine d’eliminazione immediata di EN, avviene un progresso essenziale nella velocità e nella purità d’eliminazione. L’eliminazione di EN successiva si riesce molto più facilmente rispetto alla prima esperienza.

Un accurato monitoraggio di percezioni con lo scopo di scoprire ed eliminare tutte le manifestazioni di EN, indicata ad eliminazione, porta ad un altro risultato notevole. Questo monitoraggio è possibile solo in caso in cui mi rendo conto (cioè fisso nel DI) di tutto quello che mi succede, in modo che si formi l’abitudine di essere attento alle percezioni, arriva l’espirienza di vivere la gioia di attenzione. Semplicimente vivere e fare qualcosa, e vivere, rendendosi conto di percezioni che si manifestano è un differenza immensa. Il monitoraggio accurato porta all’inizio di un impetuoso processo di stratificazione di percezioni, viene uno stato creativo - apparono dell’idee avvincenti, scoperte, aspetti inattese di PI, si manifesta la sensazione di una profondità particolare della vita - come si allargasse la serranda e entrasse la sensazione di pienezza. E anche la fissazione scritta diventa gioiosa.

Le EN sempre hanno un’espressione esterna (espressa o quasi invisibile ad una persona sprovvista) - un debole respiro, una smorfia leggera, un gesto appena visibile, uno specifico cambiamento d’intonazione - chiamiamolo “le proprietà corporali di EN” (“pcEN“). Quasi 100% di tutta la mimica, gesti, intonazioni delle persone si sono uniti inseparabilmente con le pcEN. Un controllo delle sue pcEN permette di afferare più bene le EN passate, vivere un altra volta la situazione, eliminando le EN, purificarsi da EN incidentali.

Controllare mimica, voce, gesti è molto più facile che EN, perciò scoprire ed eliminare le pcEN contribuisce alla pratica. Se non ti sei accorta di un EN e ti sei svegliata, quando quella è cresciuta, si è circondata da altre EN, allora prima di tutto ferma subito le pcEN, e poi anche la EN. Pulisci il territorio, non fermarti a metà strada, eliminando le più piccole esplosioni di EN, finché non raggiunga come minimo lo stato non-succede-niente, e come massimo - PI.

La libertà da EN porta alla chiarezza, alla liberazione dalle [false] concezioni. Se ti hanno violentata, questo può essere doloroso e schiffoso (ma non necessariamente, perché se dai al violentatore un preservativo e ti ricordi che non è molto facile trovare un pene ben dritto e semovente, che ti scopi senza una relazione, quindi si può godere, finché vuoi), ma non CE niente di moralmente traumatizzante, perché solo da te dipende - provare EN o no. Quando ti rompi un braccio il dolore è incomparabilmente più acuto delle sensazioni spiacevoli durante la violentazione. Perché allora nessuno con un braccio rotto si suicida? Perché non si fanno dei centri daiuto psicologico a chi si è rotto un braccio? Perché non è comune provare forti EN per le fratture, non si considera terribile, vergognoso, e per le violentazioni sì. Il pene è stato messo nella vagina contro voglia - ed è tutto che era successo, ma ci si dà un importanza cosmica, è una semplice ipocrizia e stupidità. Dopo aver rotto un braccio dovrai portare il gesso per due mesi, poi allenare l‘articolazione, farsi fare le punture per tetano ecc, e dopo una violentazione anche brusca bisogna solo spalmarsi per bene con myramistin o con l’argento colloidale per disinfettare, prmunirsi contro la gravidanza, ed i lividi passeranno presto - 10 volte più veloce che si saldi un dito rotto. Inoltre, senza le EN paralizzanti si può sottrarsi del tutto dalla violentazione, o minimizzare il suo effetto indesiderabile (vedi “domande e risposte” - 0059).

Dopo averti reso conto che le EN ti distruggono propriamente detto con le interiora, si può usare la patica di “ricordo di quello che le EN sono un veleno”: in quel momento quando compare EN dici in alta voce o mentalmente - “Veleno!”, “Non voglio provarlo!”. Questo permette di scuotersi e mobilizzarsi, ricordarsi del suo atteggiamento per le EN, indebolire il desiderio meccanico di provare EN. Questo contemporaneamente frena un po’ il parassitico dialogo interno, che serve a EN e che è un focolare delle sue multiple esplosioni.

Non ci sono le inezie nell’eliminazione di EN! Anche la più “misera” EN è un forte veleno, e quando provi PI lo capisci chiaramente, e quando le PI non ci sono, non c’è neanche la chiarezza. Anche un’ombra debole di EN immediatamente e bruscamente indebolisce le PI. Inoltre, un debole EN - per esempio, effimero atteggiamento negativo (“AN”) o stato energetico negativo (“SEN”) (diversamente - “malessere”, torpore, apatia, “non-succede-niente”) - può essere la parte superficiale di un grosso iseberg dello SN. Eliminala e si rialza la parte subacquea, diventa accesibile per studiarla ed eliminarla.

«Atteggiamenti negativi” sono deboli EN, delle volte molto debole, durano poco e non sempre gli seguono delle EN ben definite. Per esempio, basta uno sguardo fuggente ad un viso spiacevole, o anche ad un viso qualsiasi, e subito per un secondo o per una frazione di secondo scoppia un’ombra d’antipatia, biasimo o ostilità. Con alleniamento d’attenzione scopri che ogni tuo giorno è pieno di migliaia di AN. Il modo più efficace per eliminare questo branco fremente è la lucidatura emotiva, concentrazione sulle PI.

Tutta questa compagnia - EN, SEN, SN e AN successivamente ogni tanto la definisco come “quatro N” o “4N”, ma tutto questo è non altro che le varietà di EN, perciò più spesso li chiamo con il termine generalizzante “EN”.

Alla gente non viene neanche in mente che lo SEN può essere eliminato. Questa idea si percepisce come revoluzionaria. Si considera che questo grigiore, torpore sono una parte integrante “di me”, che è generata dalle ragioni “oggettive”, e tutto che possiamo fare è farlo passare con divertimenti, orgasmi, cibo, sonno. Ma lo SEN si presta ad eliminazione come qualsiasi altro stato indesiderabile. Il primo passo è rilevare SEN come una singola percezione, fissare: “c’è torpore”, o c’è “non succede niente”. E così diventa possibile e studiarlo e provare desiderio indirizzato precisamente a “non provare questo stato”, e allora fare sforzi per eliminarlo ed eliminarlo.

Introduciamo il termine “oscuramento” - definiamo con questo qualsiasi l’insieme di EN, SN, SEN, AN, concezioni false e desideri meccanici (vedi nelle parti corrispondenti).

La posizione del giudice imparziale: pensa che giudichi un conflitto tra due persone (una di cui sei tu) e dici: “Tacere subito e fare i visi neutri, e poi ci vediamo chiaro nella questione”. Togli la sicurezza nella “giustizia” di EN, ferma l’inquietudine, perché molto spesso le tue EN le valuti come “giusti”, e l’eliminazione di EN - come un’accordo con “l’ingiustizia”. Perciò dì a te stessa - “capisco la situazione e prendo una decisione, ma pensare e decidere voglio in stato di sobrietà, e non essendo avvelenata da EN, che bloccano la capacità di raggionare“. Ricordati che qualsiasi EN, indipendente dal tutto, sono un veleno, che avvelenano il corpo, tolgono la possibilità di reagire efficientemente, raggionare logicamente, sentire finemente, provare desideri gioiosi, perciò prima di tutto devono essere eliminate incondizionatamente, senza riserve.

Per aumentare il desiderio di liberarsi da EN, è adeguato elencare tutte le conseguenze indesiderabili che ci sono dopo averle provato, cioè quelle conseguenze che non vuoi avere. E anche adeguato elencare le azioni che portano alla diminuzione del desiderio di eliminare EN. A quelle appartengono:

*) dominare i desideri gioiosi,

*) seguire meccanicamente le concezioni - diversi si deve, si fa, è importante”…

*) il mangiare troppo,

*) il dormire troppo e il sonno arretrato cronico,

*) gli orgasmi frequenti (mediamente più frequente di una seria dorgazmi ona volta alle 2-3 settimane),

*) contentezza ed autocompiacimento

I periodi di sforzi tenaci e decisivi per eliminare EN si sostituiscono con i periodi dapatia ed impotenza, ma quando torni alla pratica, scopri che qualcosa si riesce più facilmente, è il resultato degli sforzi fatti prima.

Cosa fare nel periodo di rinculo, recessione? (La recessione definiamo come una condizione in cui il desiderio di provare oscuramenti è molto più forte del desiderio di provare PI).

1) Il minimo che puoi fare è studiare il tuo rinculo: osservare, fissare in scritto, analizzare, fare prove, cercare le regolarità. La ricerca entra nel processo di rinculo e cambia il suo colore, non sei più quella che si è arresa, ma quella che studia ed osserva. La differenza in quello come ci si soppravive è molto notevole.

2) Si può cambiare le altre abitudini. Io lo chiamo le pratiche classiche. Il vizio di fumare, bere alcolici, usare le parolacce, zampettare, aggrottare la fronte, tagliare pane tenendolo nella mano sinistrace ne sono tanti i vizi sia quelli indesiderabili da te sia quelli indifferenti. Per cambiarli con successo non ci vuole una concentrazione alta, decisione inflessibile, come per eliminare EN, ma questo aumenta lefficienza degli sforzi deliminazione di EN.

Per eliminare EN bisogna fare uno sforzo potente. Perfezionarlo, sentire - è un compito difficile ma molto interessante, in quanto sto eliminando quello che non voglio provare e genero quello che voglio! Questo mi cambia nel modo più immediato e diretto.

 

01-04) E’ particolarmente efficace la pratica di “percezione ciclica(“PC”) - il rivivere multiplo e l’eliminazione di EN. Puoi volta per volta (per esempio, con l’aiuto di pensiero che recita il ruolo di grilletto) creare (o ricordare) una situazione in cui abitualmente provi EN,e appena viene una EN la elimini subito, dopo di che generi la EN di nuovo, di nuovo la elimini, e fai così finché hai forze, e quando non avrai più forze - impara a fare i supersforzi, provando entusiasmo, aspirazione, pregustamento. Se, per esempio, dopo 50 cicli non viene nessuna EN, vuol dire che hai usato questa situazione al 100%. La prossima volta l’automatismo d’apparizione di EN sarà più debole, e eliminarle sarà più facile. L’abitudine di provare EN si bruccia velocemente con questa pratica e si aumenta la chiarezza in quello che provarle o no è completamente la questione del tuo desiderio, della tua assiduità.

La percezione ciclica di EN che appaiono con alcuni ricordi è un modo perfetto di eliminare il sordo e denso SN, siccome molti componenti dello sfondo negativo prendono l’inizio negli eventi del passato remoto o prossimo. Per esempio, ti hanno violentata o hanno tentato di violentare; o ti picchiavano e sgridavano i genitori “affettuosi e premurosi”, come spesso succede; o hai provato una forte colpa o vergogna ecc. Le EN dominate allora hanno formato un denso SN, che essiste anche oggi. Per eliminare SN c’è la pratica della lucidatura emotiva (vedi avanti), ma anche la percezione ciclica è in grado di cambiare e remediare molto. I simili ricordi possono essere frammentari, non definite, perché cercavi di dimenticarle, perciò prima bisogna ricostruire tutti i dettagli. Scrivi ogni piccolezza che tu possa ricordare. Se nel riviverlo di nuovo vengono fuori dei particolari nuovi - aggiungili nella descrizione. Ripeti di nuovo quell’evento dall’inizio alla fine, cerca di rivivere massimamente intensivamente tutto quello che c’era: paura, terrore, infamia,vergogna - quello che c’era ,rivivilo. Per tutti questi anni hai dominato i ricordi di questo evento, cercando di proteggerti dalle EN, ma adesso il compito è l’opposto - provarle in modo massimamente pieno, dopo di che eliminale perfettamente. Immagina che tu quella di oggi provi tutto questo, che hai scelto tu ad avere questa esperienza, per ottenere la maestria nell’eliminazione di EN. Quando ottieni che il ricordo di una o l’altra situazione non provochi più EN o tu riesca a eliminarle perfettamente, allora acquisisci l’esperienza di quello che una situazione da sola non è “la causa” di EN, e la causa è l’abitudine e delle volte anche il desiderio di provarle. Provare EN o no è la tua scelta.

Se proprio adesso hai un desiderio gioioso di allenarti nel eliminazione di EN e la situazione è così che non hai forti EN, allora si può usare la fantasia, perché non solo una situazione reale ma anche quella immaginaria (o ricordata) è ugualmente in grado di mettere in moto il meccanismo di manifestazione di EN. Per esempio, per lavorare con la gelosia, immagina il tuo ragazzo abbracciato ad un’altra ragazza, sostenendo questa fantasia con il pensiero: “chissà dove e con chi è adesso. Certo, penso che sia al lavoro, ma se vorrà fare sesso con un’altra può fare in modo che io pensi che sia al lavoro”. Non c’è nessuna differenza tra EN apparse in seguito ad una situazione reale o immaginaria, il che permette usare la fantasia per la pratica della percezione ciclica.

 

01-05) La pratica di controllo totale limitato (“CTL”): per 5 o 10 minuti osservi ogni secondo (!) perché non passi neanche un’ombra di EN, senza essere immediatamente eliminata. Il CTL dà l’espirienza di:

1) fare sforzi per un’eliminazione totale di tutte le EN indistintamente;

2) scoprire ed eliminare anche le EN più deboli;

3) essere nello stato di una libertà dalle EN più alta come al solito;

4) compattazione, allungamento del tempo, una vita più intensa ed interessante;

Il CTL è la concentrazione di tutte le forze, l’eccitazione, la mobilitazione totale. Cominci da poco - da un minuto. Se programmo di vivere senza EN per un’ora intera, ma le provo volta per volta, senza eliminarle immediatamente, subisco una sconfitta. Se prendo solo un minuto e raggiungo successo in questo - è la mia vittoria, appare un’espirienza della liberta più alta dalle EN, il desiderio di continuare la pratica.

Durante il CTL elimina le EN come se fosse la tua ultima battaglia, che non puoi perdere. Vuoi - grida mentalmente qualcosa, vuoi - tendi tutti i musculi, vuoi - mordi un dito - fai tutto quello che vuoi, ma non ti arrendere, non smettere di eliminare le EN. Rivoltati a rovecio appeno senti che un EN sta arrivando. L’abitudine deve essere superata punto e basta, ad ogni prezzo, e poi imparerai ad eliminare le EN senza gesti estranei, grida ed altro.

La pratica del controllo situazionale (“CS”) consiste nel dividere la sua giornata nelle situazioni tipiche, in cui appaiono le EN e lo SF caratteristici alla situazione. Entrando nel pianerottolo provi ripugnanza per l’odore dei ratti e preparandoti per andare al lavoro - preoccupazione per l’opinione dei capi ecc. Ottieni almeno un successo ma concreto e definito, occupa almeno una testa di ponte, che non rendi più, strappla dalla potere di EN. Avrai alti e bassi, delusioni e scoperte, ma la purificazione delle situazioni successive ti riesce già un po’ più facile. Non sei più quella di prima, sei diversa, siccome “tu” sei non altro che l’insieme di percezioni in questo posto. Non vivi più la vita di prima, perché hai fatto la sostituzione di percezioni, e se vuoi, puoi cambiarti ancora. Questo cambiamento è il resultato del desiderio gioioso, della tenacia e della decisione nel realizzarlo.

Hai nelle mani un metodo facile ed efficace per raggiungere le percezioni desiderabili da te ed eliminare quelle indesiderabili, e il pianerottolo che puzza di ratti diventa in un “fattore illuminato” (“FI”), cioè la percezione del pianerottolo entrerà in resonanza con PI. E più sarà la parte di PI tra le altre percezioni, più cose diventeranno dei FI.

Il FI è una percezione-interrutore, un flip-flop che porta a PI (sopratutto insieme a dg di provare PI). Puo essere qualsiasi cosa - una veduta di mare burrascoso, di montagne alte, d’animali, di piante; frase, persone, melodia ecc. Per esempio, guardi l’oceano e provi PI. Arriva un grosso maggiolino e gira sopra di te, picchia le braccia, la pancia e d’impravviso questo non solo coinide con la PI ma come si rompesse il veleno d’ottusità, avviene lo sfondamento della diga, due percezioni entrano in una forte risonanza e tu provi una dolcezza viva per il maggiolino anche se sempre i maggiolini ti erano indifferenti o anche antipatici. Da quel momento il vedere volare un maggiolino diventa per te un FI.

Esiste il meccanismo di spostamento di FI - il FI per una PI diventa il FI per un’altra.

Io raccomando fare un’elenco di tutti i FI - un simile fissazione consolida la sua forza.

Nella descrizione di FI la maggiore importanza hanno dei dettagli che consolodano la sua qualità di risonanza, e visto che non è sempre facile dividerli in anticipo dalla massa di altri ricordi, consiglio di discrivere tutto interamente, e dopo scegliere quello che è importante. Per esempio, c’è un FI - il ricordo di come stavi sul divano con i musi e hai provato una viva PI. Discrivendo questa situazione d’improvviso scopri che è molto importante un dettaglio: il disegno di elefantini marroni sulla coperta. Non lo puoi spiegare ragionevolmente, perciò prima volevi anche escludere questo elemento dalla descrizione come insiglificante.

Un FI può essere qualsiasi cosa - una persona aggressiva e ottusa, il fango sulla strada, un treno poco spazioso, un cartello pubblicitario, un mozzicone nel water - qualsiasi cosa. Più perfettamente si elimina gli oscuramenti, più ci sono le PI, più percezioni si diventono per te dei FI. Prima in treno ti annoiavi di non fare niente e adesso ogni minuto fai la fissazione, la lucidatura emotiva, l’espresione di desideri, studi le concezioni, elimini le EN ecc, e dopo un mese d’immproviso scopri che la percezione del treno scomodo e poco spazioso si è unita così strettamente agli sforzi, alle PI che è diventata un FI. Se prima vedendo delle faccie ottuse e grige provavi AN, dopo che hai cominciato ad eliminarlo perfettamente, le persone ottusi sono diventate per te un FI.

Tu sempre “sai” quello che succede dietro una parete di casa o d’ufficio - lì stanno dei colleghi o dei vicini tristi e fanno delle cose noiose. Però sai che da qualche parte lontano dalla parete ci sono anche Egiatina, Bodhi, Fiord, altri praticanti, e l’oceano con la pelle liscia, e le cime brillanti di montagne. Ma per l’abitudine tieni nell’immaginazione non quello che è un FI, ma quello che sei abituata ad immaginare. Questa abitudine si può cambiarla.

Io raccomando tenere le dettagliate ricerche-relazioni sul lavoro che fai per sostituire le percezioni, un diario dettagliattissimo con le descrizioni della tua lotta. Bisogna appunto unirsi con un taccuino e una penna. Cosa facevi, cosa ti è riusciuto, cosa non ti è riuscito, che scoperte hai fatto, osservazioni interessanti, che intensita di EN e PI c’era durante gli sforzi ecc - più dettagliato vedi la parte “Descrizioni e fissazioni”. Per esempio, puop segnare con i segli diversi le EN eliminate subito, quelle eliminate in 2-5 secondi, e quelle non eliminate (se la EN è durata più di 5 secondi). La fissazione scritta dell’eperienza diventerà il contrappeso ai pensieri-scettici, sarà una testimonianza incontestabile per quello che sei capace di risolvere i problemi così. Visto che in questo diario farai dell’annotazione di quello di cui non è desiderabile che sappiano gli altri (perché poossono cominciare a provare l’agressione nei tuoi confronti), allora per ottenere la massima sincerità tieni le tue scritte nei file con una paddword - ad esempio in programma Word. E la password deve soddisfare i seguenti parametri - non meno di 10 simboli, non consistente di parti delle parole semplici, con le lettere maiuscole, cifre e i simboli speciali tipo @#$%^&*.

L’esplorazione delle concrete EN, la loro classificazione contribuisce a una loro definizione ed eliminazione più efficace. Vediamo per esempio la irritazione. L’irritazione e la scontentezza sono molto comode in qualità di un poligono per fare uno sforzo, perché si manifestano spesso, sono ben espresse, non hanno un potente sostegno conceptuale come per esempio la gelosia o la compassione.

Atteggiamento negativo, scontentezza, irritazione, agressione, odio sono dei deversi gradi d’intensita di una EN, proprio per questo, quello che prova “soltanto” atteggiamento negativo è una persona che in qualsiasi momento può mostrare l’odio).

Ogni irritazione concretamente apparsa si può riferirla con una categoria precisa, dopo di che eliminarla. E’ chiaro che sarà impossibile ottenere un’eliminazione perfetta (cioè in mezzo secondo - un secondo), perciò è adeguato fare la classificazione di EN solo nella fase iniziale, quando non c’è una chiarezza assoluta del carattere della sua manifestazione. Quando la velocità d’eliminazione du una EN concreta si aumenterà e dall’aparizione all’eliminazione passeranno solo due-tre secondi, il riferimento d’emozione ad una categoria non sarà più efficace, e questa fase si può buttarla senza danni, ma all’inizio la classificazione alle categorie ha un vantaggio, che per definire la categoria e le sue differenze qualificativi sei costretta a studiare abbastanza attentamente tutti gli aspetti di manifestazione di EN e in questo modo impari a vederla bene nella vita quotidiana, senza di che non è possibile l’eliminazione.

Per esempio, si può classificare tutti gli atti d’irritazione secondo il tipo della situazione in cui s’era manifestata:

a) l’atteggiamento indesiderabile delle altre persone

b) l’atteggiamento indesiderabile di me stesso

c) un indiesiderabile concorso di circostanze

d) “l’atteggiamento” indesiderabile degli oggetti

e) un’irritazione generale “con tutto il mondo”.

 

Non è tanto essenziale descrivere precisamente tutte le situazione in cui per l’abitudine si manifesta l’irritazione, siccome la sua eliminazione in una situazione porta ad un aumento generale della capacità di vederla ed eliminarla in tutte le altre.

L’atto d’elimiazione di EN è adeguato concluderlo con la creazione della decisione di portare l’opera d??elimonazione di EN alla vittoria tottale, con la sicurezza di quello che prima o poi le PI arrivano e riepiono tutto di sé.

 

Un’altro modo per dividere le emozioni a due classi si basa sulla differenza della loro manifestazione in seguito all’osservazione, alla fissazione, all’esplorazione. Una comincia ad indebolirsi e a sciogliersi, e un’altra - aumentarsi, stratificarsi ed approfondirsi. Secondo il tipo di comportamento, primo o secondo, possiamo convenzionalmente chiamarle “negative” o “positive”. E’ interessante che le emozioni che prima definivo come “negative” anche secondo questa divisione risultano negative. Le EP si comportano in modo doppio. Alcune di esse ugualmente si sciogliono, sopratutto i precisi opposti di EN (per esempio, “l’amarezza di perdita - la gioia del possesso”). Le altre iniziano a stratificarsi, cioè se prima distiguevi una EP, adesso cominci a distinguerne alcune. Alcune di esse si sciolgono o appare il desiderio di eliminarle, le altre al contrario si aumentano, appare il desiderio provarle più spesso e piano piano in seguito di una purificazione così si cominciano ad apparire le PI. Voglio sottolineare che è impossibile usare questa qualità d’emozioni per eliminare le EN, siccome in quel tempo in cui osservi la EN, quella riesce a generare una marea d’altri EN, aumenta lo SN e insomma non si elimina, ma si sostituisce con un altra percezione, ma il cambio continuo di percezioni avviene in ogni caso e, come vediamo, questo non porta alla cessazione di EN. Di solito a questa “pratica” riccorono quelli che ingannano sè stessi e in realtà non vogliono rifiutare le EN.

E’ molto efficace combinare delle direzioni dicerse nella pratica - non per un piano inventato per caso, ma rispetto a quello a cui c’è l’interesse adesso, il desiderio gioioso. E’ sbagliato pensare: “prima elimino le EN e poi mi occupo di concezioni e desideri”. Gli oscuramenti si sono intecciati strettamente uno all’altro, e non si sa mai in anticipo - dove succederà la rottura, e quando la rottura avviene è come se tirassero un filo per la punta dal tessuto - la stoffa diventa rarefatta non solo in quel posto dove hai preso il filo ma in tutta la sua larghezza. Il conseguimento di libertà in una cosa reagisce in tutto lo spettro di percezioni e spesso succede che il progresso nell’eliminazione di EN porta quello che una serie di concezioni diventa evidentemente falsa, e viceversa. Il libro è scritto consecutivamente - un paragrafo dietro l’altro, non si può fare in un’altro modo, ma nella pratica ti attieni sempre ai desideri gioiosi.

Secondo la mia esperienza nell’esplorazione di praticanti, le persone che sono inclinate all’agresione hanno notevolmente meno possibilità rispetto a quelle che sono abituate all’auto-compassione (AC). Una persona arrogante, collerica, agressiva è capace in una misura molto minore di esplorare le sue percezioni di quella che prova AC. Una vera lotta con l’agressione comincia solo quando sottoponi ad eliminazione anche le sue forme più deboli - una leggera scontentezza, una leggera irritazione. Un controllo totale ed eliminazione di una anche più debole ombra di scontentezza o d’atteggiamento negativo, una fissazione ad ogni punto della tua condizione (una valutazione ogni minuto di graduazione da 1 a 10 d’intensità di scontentezza) - solo in questo modo hai la possibilità di liberarti all’agressione. L’agressione in qualsiasi forma è un contagio spaventoso, una grave forma di malattia di emozioni negative, e ti ci vorrà una lotta accanita per ogni minuto della tua vita, se vuoi vingerla. Nessun percorso, nessuna pratica, nessuna esplorazione spirituale - niente è possibile finché non sia eliminata l’agressione.

E sufficiente solo raggiungere un’elimiazione perfetta di EN con la “prattica sul divano” cioè nelle condizioni relativamente comode, quando non ci sono dei forti irritanti, quando sei circondato dalle persone simpatiche, o se vivi alla natura e quasi non contatti con delle persone oscurate ecc. Però molto spesso durante la lunga pratica sul divano viene una crisi - sopratutto è probabile all’inizio della pratica, quando c’è ancora molta poca abitudine di provare le PI. Con il termine “crisi” io chiamo uno stato in cui si sembra di non avere degli oscuramenti notevoli, ma dall’altra parte non ci sono neanche le PI. Non è chiaro - cosa fare, dove muoversi. Si aumenta “non succede niente”, si diminuisce ad un livelo criticamente basso l’entusiasmo, il pregustamento. In questa situazione è necessario ricorrere alla “ricerca attiva” - questo permette di scoprire gli strati grossissimi di EN e SN che non si sono manifestati solo perché non c’erano gli irritanti appropriati. Questo permette di allenare la perfezione d’eliminazione di EN nella condizioni difficili e molto difficili quando è particolarmente difficile eliminare l’automatismo di reazione negativa.

Per la realizzazione di ricerca attiva è più adeguato riccorrere agli “esperimenti sociali” (“ES”), che consistono nel mettersi a repentaglio dell’atteggiamento negativo dalla perte di altre persone. Ed è adeguato studiare bene le possibili ritirate, varianti di autodifesa, modi di manipulazione dei meccanismi intorno a te (inclusi i meccanismi di comportamento delle persone), perché l’atteggiamento negativo dalla parte delle persone non porti alle conseguenze indesiderabili. Perciò, in particolare, è preferibile respettare la legge per avere la possibilità di usare i meccanismi del sistema giudiziario nei casi difficili.

Gli esempi di semplici ES:

*) venire in un negozio e pagare la merce con gli spiccioli. Per la legge il comesso è obbligato ad accettare tutte le monete, in quanto è un legale mezzo di pagamento. Le EN che prova il praticante sono la paura d’aggressione dalla parte di comesso e di altri compratori.

*) sui mezzi di trasporto non cedere il posto. Le EN che prova il praticante sono la vergogna, la paura d’aggressione.

*) fare il scemo in una compagnia di persone sconosciuti. Le EN che provi sono il senso della propria inferiorità, l’offesa, l’indignazione.

Molti lettori del mio libro reagiranno negativamente all’idea di fare gli ES, pensando che in questo modo i praticanti non solo si allenano in elimiazione di EN, ma anche contemporaneamente “provocano” le EN complementari alle persone vicine. Ma io parto dal seguente:

a) è impossibile “provocare” in qualcuno le EN - una persona da sé sceglie di provare EN, non vuole affatto liberarsi da esse. E’ molto facile convincersene, e consiglio insistemente di farlo: parla ad una persona (a un perfetto sconosciuto o ad un’amico) che c’è un modo di non provare EN, e chiedilo - se vuole ottenere questo? Nel 90 % sentirai un rifiuto e una sentenza che “senza EN una persona diventa un cadavere”. Gli altri 10 % ammetono parzialmente che vorebbero non provare EN. Parlagli della tecnologia di PPD e dopo un paio di giorni chiedi - cosa hanno fatto per raggiungere il risultato. Devono raccontare dettagliatamente - cosa hanno fatto, cosa gli è riuscito, cosa non gli è riuscito, che scoperte c’erano, osservazioni, che desideri gioiosi hanno avuto a questo proposito ecc. La risposta sarà un silenzio totale - nessuno ha fatto niente. Questo prova che, eccesi i casi molto rari, nessuno vuole liberarsi dalle EN.

(Prova a “provocare” EN in un “muso” - cioè in una persona che vuole eliminare perfettamente le EN e si allena in questo con tenacia e decisione - vedrei che non riuscirai a far niente anche se lo insulterwi, rimproverai, minaccerei, agredirei ecc)

b) le persone SEMPRE, continuamente provano EN o SN, perché se non li provassero in un certo momento in quel esato momento avrebbero provato le vive PI. Che differenza c’è - se un comesso si arrabbia con un ckiente o l’altro? Se prova una nioia mortale o irritazione? Anzi, molte persone preferiranno provare irritazione e agressione che noia.

c) il praticante che fa ES non ha il desiderio che ad altre persone vengano le EN. Lui usa la conoscenza dei meccanismi che coltivano in sè le persone, e sa che in seguito ad un certo atteggiamento sarà la nota reazione negativa e lo usa. Ma semmai invece di un irritazione stereotipata una persona sorride e prova almeno l’amichevolezza, allora il praticante senz’altro proverà la simpatia per qusta persona e l’interesse (nonostante che non si riesce a fare l’ES).

 

La pratica di “lucidatura emotiva” (“LE”) è molto efficace per eliminare lo SN e le piccole EN. La particolarità unica di queta pratica consiste in quello che essa permette di pulire anche uno SN che non si distingue in questo momento, e solo per l’assenza di PI puoi giudicare della sua presenza. La LE consiste nel fare gli sforzi per eliminare EN anche se non fissi nessuna EN. Visto che già hai l’esperienza di fare gli sforzi per eliminare le EN, non è difficile per te generare questi sforzi anche nell’assenza di EN desinguibili. Fare gli sforzi di LE si può anche per un’orario (ad esempio lasciare 10 minuti per la continua LE), legandoli agli eventi concreti (ad esempio ad ogni sguardo ad una persona passante - siccome con molta probabilità durante ciò c’è una piccolissima esplosione di AN), ecc.

Io consiglio considerare la LE come il lavaggio di denti, come una profilassi necessaria. Finché non provi continuo sfondo illuminato, la pratica di LE sarà efficace e non sarà mai troppa.

Per concentararsi più solidamente sulla LE si può usare il sostegno d’immagini visivi, e fare la pratica di lucidatira emotiva intensificata (“LEI”):

1) Ad ogni inspirazione si genera un’immagine di corrente di luce che si solleva dal basso del ventre al centro di petto. L’immagine di corrente deve essere “tastabile”, “elastico”, e il suo splendore - intenso, denso.

2) Ad ogni espirazione si genera uno sforzo per eliminare tutte le percezioni senza distinguere. Si accompagna alla generazione di un’immagine di esplosione potente di luce, che si estende dal centro del petto verso tutte le parti e spazza tutto dal suo percorso.

3) Per facilizzare la fissazione è adeguato dividere la LEI per gli atti, serie e cicli. L’atto è un’atto di LEI per un inspirazione-espirazione. La serie è più atti continui senza interuzione (consiglio non meno di 50). Il ciclo è più serie con l’intervalli tra esse (consiglio non meno di 10 serie al giorno). L’uso di rosario di una certa lunghezza consente di non distrarsi per i conti.

4) Consiglio finire ogni ciclo con la fissazione d’osservazioni fatte, usando le scritte, fatte durante la LEI.

5) Nel corso della giornata si può fare qualsiasi numero dei cicli.

 

L’eliminazione di EN nel sonno è molto probabile, non ha nessuna difficoltà, e per questo non occore saper riconoscersi nel sonno, è sufficiente solo fare la pratica in modo talmente assiduo e sincero nella veglia che l’abitudine di eliminare le EN automaticamente si appare durante l’assopimento. Più la pratica penetra nei sogni automantici, più alto diventa il livello della sua consapevolezza, è più probabile che abbia l’esperienza di sogni consapevoli (SC), che sia non unico e molto interessante, perché: a) avrai la possibilità di esplorare il mondo una o due volte più ampia e varia del mondo di percezioni che formano la veglia, b) nei SC è molto più facile provare PI molto vive e varie. Più dettagliato vedi nella parte corrispondente.

Tra i risultati laterali della pratica di elimanazione di EN c’è la crescente capacità di distinguere le manifestazioni di EN nelle altre persone. Ti accorgerai di queste manifestazioni nelle altre persone con una insolità chiarezza e leggerezza come se gridassero di questo ad alta voce. Comincerai a vedere le persone come un libro aperto dove c’è scritto tutto sulle emozioni. Nessuno potrà nasconderti il fatto di provare EN, siccome lo si manifesta in contegni più piccoli, gesti, inntonazioni, smorfie, parole. Tanto più sembrerà strano che quasi sempre negheranno assolutamente di provare adesso EN e guardandole, potrai renderti conto con tutta la chiarezza in che terribile mescuglio di EN, di falsità e di ottusità vivono queste persone.

E’ adeguato eliminare il timore di “condizioni sfavorevoli”, siccome “sfavorevole” ci si chiama una situazione in cui non hai ancora formato l’abitudine di eliminare le EN apparsi e provare PI. Se sarai pronta ad eliminare EN e lottare per PI in qualsiasi situazione, allora invece dei timori spasmatici e delle sfuggite convulse cominciano ad apparire i desideri gioiosi di cambiamento delle circostanze, che portano, come mostra l‘esperienza, ad un sviluppo interessante della situazione.

Le uscite negli stati oscurati tipo “non succede niente” si sopravvivono non come prima, se sono state manifestate la tenacia e la decisione nel ottenete lo scopo. Chiamerò questo stato “la gioia del risultato zero” . E’ la gioia che viene, perché è stata manifestata la tenacia e c’è la chiarezza che non ti arrendi nonostante l’assenza temporanea di PI.

 

Nel processo d’eliminazione di una percezione ci sono tre momenti nodali: 1)rilevarla e definirla come indesiderabile in quanto c’è [tra tutto l‘insieme di percezioni] il desiderio di smettere di provarla; 2) smettere di definirla come “io”, “mia”, ed iniziare a guardarla come una staccatta percezione indesiderabile; 3) fare uno sforzo, eliminare la percezione indesiderabile.

La prima fase è elementare. La terza solo al primo sguardo sembra la più difficile, ma in realtà hai già l’eperienza di fare gli sforzi nelle condizioni di conflitto di desideri, e questi sforzi solo gioiosi e accampagnati dal pregustamento, quando c’è la sicurezza che lo vuoi “tu”, che fa parte dei “tuoi” interessi, e allora i desideri ostacolanti si estromettono dalla definizione concettuale del “mio” e si superano facilmente. E’ uguale nella pratica - la percezione da eliminare piano piano si estromette dallo scudo della concezione “io”, e gli sforzi per eliminarla diventono più efficaci. Il raggiungimento di chiarezza in questo permette di manifestarsi ai desideri di studiare questo processo, cercare dei metodi efficaci di esclusione della percezione indesiderabile dalla definizione “io”.

 

01-06) Un’altra descrizione risonante di sforzo di eliminazione di EN è “il ritorno dell’attenzione” (“RA”), la pratica corrispondente si chiama “la pratica di ritorno dell’attenzione”. Io ritengo adeguato usare nei primi tempi la frase “il ritorno dell’attenzione” per descrivere lo sforzo di eliminazione di EN, siccome la parola “attenzione” è entrata in modo particolarmente solido nella nostra lingua - come è avvenuto con il concetto di “passato”, anche s’è sufficiente un’analisi supeficiale per avere la chiarezza che ogni percezione, comunque sia, c’è sempre solo adesso, e “passato” è solo una parola che significa l’insieme dei pensieri, che comprende la parola “era”. E’ uguale con “l’attenzione”. Quando dico “la mucca ha attirato la mia attenzione”, vuol dire che la percezione della mucca in questo posto è cominciata a manifistarsi in modo particolarmente intenso e stabile.

Definisco qui anche la parola “concentrazione”, che spesso si usa insieme alla parola “attenzione”. Se in un’unità di tempo in questo posto ci sono 10 percezioni diverse (percezione visiva di alcuni oggetti, pensieri, emozioni), e in un’altra unità di tempo uguale - solo 5, allora dico che “ho aumentato la concentrazione d’attenzione sull’oggetto scelto” , o più breve - “me ne sono concentrato”. Così, alla parola “concentrazione” si può dare un significato definito, il che è adeguato usare, siccome spesso viene il desiderio di percepire solamente una quantità limitata di percezioni in un’esatto momento, per esempio percepire solo le PI, oppure solo le disscussioni su un tema. Se, nonstante il desiderio di concentrarsi su una percezione, si prova sopratutto un’altra percezione (per esempio per l’abitudine meccanica), noi diciamo che “l’attenzione è catturata”, e se invece di concentrazione sulla percezione desiderabile c’è un miscuglio di percezioni diversi, noi diciamo che l’attenzione è “distratta”.

La pratica del RA consiste in quello che l’attenzione catturata da qualche distrazione caotica (EN, o desideri meccanici, o meccanico dialogo interno (DI), o caotiche percezioni visive ecc.) “ritorna indietro”, “staccandosi dall’oggetto”, dopo di che o “si lascia” allo stato libero, o “si dirige” verso una percezione desiderabile. Parlando la lingua di percezioni, la pratica del RA consiste nella sostituzione di una percezione con un’altra, ma la lingua figurata di “catturazioni” e di “ritorni” può risultare efficace per perfezionare l’abitudine di sostituire le percezioni.

I pensieri meccanici rubano l’attenzione con un colpo breve e acuto, come il gabbiano prende un pesce, perciò qui è adeguato contrappore uno sforzo impetuoso e concentrato. Le EN rubano l’attenzione in modo forte e brusco, come lo squalo strappa un pezzo di carne, quindi è adeguato contrappore uno sforzo potente e furioso. I desideri meccanici rubano l’attenzione di nascosto, non sempre velocemente, ma sempre con la sicurezza piena nella sua vittoria - come i reggimenti romani vanno ad assediare la Cartagena, quindi è adeguato contrappore uno sforzo resistente come un elefante.

Faccio un’esempio di “stenogramma” - di fissazione delle percezioni durante il RA.

*) cesso tutta l’attività, sto a fare niene, elimino il DI e le EN

*) viene lo stato di chiarezza

*) lo stato di chiarezza si intorbidisce, svanisce

*) viene lo stato di grigiore

*) la biforcazione - o eliminare il grigiore e ritornare alla chiarezza, o arrendersi allo grigiore. Mettiamo che il desiderio meccanico di grigiore superi il desiderio di PI.

 *) viene il desiderio spasmatico di impressioni per lenire il grigiore

*) inizia la ricerca dun oggetto per incollare lattenzione

*) il grigiore si arrende, viene la contentezza, linteresse ecc.

*) fra un po di tempo arrivano la sazietà, la stanchezza, la scontentezza, la perdita dinteresse. Lo stato di grigiore ritorna.

*) di nuovo il desiderio meccsnico di grigiore supera il desiderio di PI

*) viene il desiderio meccanico dimpressioni nuove per cercare nuovamente di turare il grigiore

*) di nuovo si trova unoggetto dapplicare lattenzione

*) il desiderio di eliminare il circolo vizioso il grigiore - la ricerca dimpressioni - la contentezza - la sazietà - la stanchezza supera il desiderio di continuare a mantenerlo, si fa lo sforzo del ritorno dattenzione - lattenzione si stacca dalloggetto, si ritorna e o si lascia allo stato libero, o si dirige verso un fattore illuminato (la percezione alla flip-flop, che è legata associatamente con le PI)

*) viene il dispiacere dalla perdita dimpressioni

*) elimino il dispiacere

*) di nuovo per labitudine prova ad apparire e a consolidarsi il grigiore

*) elimino il grigiore - mettiamo che si faccia con il succeso alternato

*) la spasmatica sete dimpressioni si manifesta ancora e ancora

*) ancora e ancora continuo con pazienza a ritornare lattenzione, nonstante che ogni volta venga il dispiacere di perdita dimpressioni, il che elimino ugualmente.

*) dopo aver fatto una serie di questi cicli viene una forte stanchezza, ma si soppravive come una stanchezza piacevole e sana

*) appare e si aumenta lo sfondo illuminato

*) appare la sensazione di riempimento, di saturazione nel petto

*) il caleidoscopico cambiamento degli stati di grigiore e di chiarezza - il grigiore si può essere sostituita in unistante dalle emozioni di una stupenda profondità e freschezza, e viceversa

*) le intensive sensazioni saturanti portano alla necessità di riposare

*) mi rendo conto che il desiderio di riposare è un desiderio meccanico di tornare nel solito stato dellattenzione distratta, di grigiore

*) appare la tenacia diretta a superare il desiderio di riposare

E cosi via.

L’eliminazione del desiderio meccanico d’impressioni (DMIm) è tanto complicato quanto forte è questo desiderio, ed esso è tanto forte quanto è intenso e abituale lo sfondo di grigiore, di noia, il che essendo una dominanta negativa neanche si fissa. Il ritorno d’attenzione dal DMIm è un’attività particolarmente difficile. Succhia tutte le forze e delle volte provi disperate “convulsioni” e questo mostra un’altra volta che sei profondamente tossicodipendente dalle impressioni con quali cerchi di lenire lo SN. All’inizio della pratica del RA anche una o due ore di non fare niente ( di un semplice stare sul divano) è un tormento, una vera tortura dello scontro frontale con il potente SN. Io consiglio ogni tanto accompagnare il RA dalla compilazione di un stenogramma di percezione simile a quello ch’è descritto sopra, cioè fissare tutto quello che succede durante il RA. Questo permette d’ottenere la chiarezza nel accaduto, controllare i risultati. Confrontando gli appunti e le percezioni vedrai che ogni giorno che passa la pratica di RA diventa sempre meno torturosa e sempre di più si accompagna dalle esplosioni di PI, dal pregustamento, dall’interesse verso l’esperienza nuova - la tossicomania lentamente, ma la superi.

Durante il RA possono apparire i colpi dell’acuta solitudine che ti abbattono con la sua immensità, della noia, della disperazione, dell’aggressione senza motivo ecc. Questo significa che tutte queste EN fanno parte del tuo dominante SN, e fino adesso ti avvelenavano impercettibilmente, ma adesso si manifestano e si può eliminarle. Rinunciando al DMIm rimani priva d’iniezione della droga che si chiama “l’impressione” e comincia la “crisi d’astinenza”, si vuole almeno un po’ d’impressioni, e se ti arrendi, provi una piccola morte - sembra che stia “meglio” ma subito vieni assalita con doppia forza dal grigiore e dalle EN. Riconoscersi una tossicodipendente permette con tutta la serietà e decisione di iniziare ad eliminare la dipendenza che ti impedisce di provare PI.

Durante la pratica di RA il tempo si protrae incredibilmente. Un’ora di sforzi accoglie tante scoperte, osservazioni, ipotesi, idee, quante di solito si ha in un giorno. D’improvviso hai nelle mani una risorsa inesauribile del tempo vitale.

 

01-07) Tra gli errori che non sono stati esaminate prima, rilievo i seguenti:

1) Molti considerano che non sia possibile eliminare EN visto che sono le conseguenze delle interpretazioni sbagliate e d’altri fenomini. Secondo loro lottare con le conseguenze è uguale a prendere degli analgestici e pensare che curi la malattia, mentre si deve curare prima di tutto non il dolore ma la malattia stessa e non prendere analgina ma gli antibiotici. Poi a volte dicono che sia sufficiente semplicemente cambiare il punto di vista e le EN non si apparono più. Riconosci che tutto è l’Atman e cambia tutto. In realtà:

a) Un’esperienza minima nell’eliminazione di EN mostra che il lavoro con le concezioni non può sostituire lo sforzo diretto di eliminazione di EN, siccome l’abitudine fatta di provare EN funziona indipendentemente da quello quanto fortemente tu sostenga la sua concezione.

b) Mentre raggioni sui motivi, per tutto questo periodo la EN vive e si sviluppa, appaiono le nuove EN, si nutre lo SN e alla fine subisci una totale sconfitta, mentre l’eliminazione perfetta di EN porta alla sua cessazione immediata.

c) Un’esperienza minima nell’eliminazione di EN mostra anche che è assolutamente possibile e per niente difficile, e piano piano la vecchia abitudine di provare EN muore e al suo posto viene una nuova - l’abitudine di eliminare EN e provare PI.

d) Le EN non sono un dolore fisico e l’anologia riportata sopra è sbagliata siccome porta spensieratamente le regolarità da un campo ad un’altro.

Come dividiamo gli eventi per “la causa” e “la conseguenza”? Se ho mal di denti prendo un’analgestico, ma il dolore fra un’ora ritorna e si aumenta. In questo caso chiamo il dolore “la conseguenza” e la carie - “la causa” e mi curo la carie, pensando che curo “la causa”, e infatti - il dolore cessa. Ma dopo tre mesi la carie appare di nuovo e allora chiamo la carie stessa “la conseguenza” e “la causa” la vedo in quello che non mi lavo i denti. Il dietologo scopre un’altra “causa” più profonda nella mia alimentazione sbilanciata. Lo psicoterapeuta può chamare l’alimintazione sbilanciata “la causa” dei miei infantili complessi di inferiorità o dei traumi, e il psicoanalitico chiama “la conseguenza” anche questo, affermando che “la causa” è un trauma del parto. E il buddista anche il trauma del parto lo chiama “la conseguenza” di un comportamento sbagliato nella vita precedente.

Perciò a seconda della frequenza e dalla forza del dolore apparso e anche dall’interesse per la questione agisco al dolore su tutti i livelli - prima prendo un’analgestico, poi vado dal dentista, dopo compro un dentifricio e comincio a lavarmi i denti, mi metto a dieta, vado dallo psicoanalista e comincio a leggere i mantra.

Vediamo un’altro variante: quando mi sono tagliato la mano, disinfetto il taglio (siccome ho una mia esperienza, o avevo sentito dell’esperienza degli altri, che se non si disinfetta la ferita può manifestarsi un’infiammazione), lo spalmo con un farmaco rimarginante, e se la ferita inizia a rimarginarsi, non la curo più. Immaginati una persona a cui la ferita si sta rimarginando, e lei raggiona così: “no, la ferita è solo una conseguenza, ma ci può essere anche la causa”, e si mette a cercare questa “causa”, inventarla, e anche smette di usare i farmaci rimarginanti, perché vuole curare proprio “la causa” e non “la conseguenza”! Consideriamo questo comportamento come stupido, siccome la ferita si sta rimarginando bene con l’uso dei farmaci, allora a cosa serve escogitare delle “cause” e rifiutare le cure in seguito di ciò la ferita comincia ad inffiamarsi?

E’ uguale con l’eliminazione di EN. Quando domini una EN (cioè continui a provarla, ma domini solo le sue manifestazioni), le EN e lo SN si aumentano, il che porta alla chiarezza che la dominazione di EN non porta alla liberazione di esse. Quando cominci ad eliminare le EN (cioè “ti commuti” dalle EN alle PI, smetti complettamente di provare EN in questo esatto momento), aquisisci l’esperienza di quello che lo SN indebolisce, l’abitudine di provare EN indebolisce anche essa, durante ciò non c’è nessun indesiderabile effetto laterale, anzi - si manifestano degli effetti molto desiderabili in forma degli sforzi, l’inffitirsi di PI, a cosa serve allora raggionare sulle “consequenze” e sulle “cause”? Acquisisci la propria esperienza - elimina una EN e convinciti che non c’è un motivo di indicare questa attività come “la cura delle consequenze”. Acquisisci la propria esperienza in quello che se non elimini EN e invece raggioni sulle “cause”, allora “la ferita comincia ad inffiamarsi” - le EN si aumentano, le concezioni false si consolidano, i desideri gioiosi diventano sempre meno numerosi, il corpo comincia a farti male, la vita si trasforma in un’incubo. Non credere a niente sulla parola - ACQUISISCI LA PROPRIA ESPERIENZA.

e) Non è possibile dire cosa sia “la causa” e cosa sia “la conseguenza” in questo vortice interconnesso di oscuramenti - un’oscuramento si porta dietro un’altro.

f) La comparazione di risultati degli sforzi fatti per l’eliminazione di EN e di risulati dei raggionamenti sulle origini parla per sé.

 

2) Si cerca un modo furbo per risolvere il problema di eliminazione di EN senza fare gli sforzi - qualcosa tipo un Grande Pulsante Rosso (GPR) - si preme - e non ci sono problemi. In qualità di un GPR si prova di usare qualsiasi cosa - mettersi in una posizione, leggere uno scongiuro, digiunare, fare lo sport, sesso, meditazione, raggionare su quello che “tutto è unito” ecc - qualsiasi cosa tranne eliminare EN con uno sforzo diretto.

Questo significa che una persona così non ha desiderio di eliminare le EN (lei solo pensa di averlo), o è molto debole - molto più debole del desiderio di provare EN. La ricerca di un GPR mai porta ad un risultato, non si può neanche sperarci.

 

3) Dopo un’atto riuscito di eliminazione di EN può apparire la paura di quello che la EN per l’abitudine viene di nuovo, si dovrà eliminarla di nuovo, e da qui viene il desiderio spasmatico di aggrapparsi allo stato raggiunto di relativa libertà dalle EN. E’ certo che questa paura inevitabilmente porta al ritorno di EN ancora più presto di quanto potrebbe accadere senza di essa, e da qui vengono le nuove EN.

Io consiglio di non aver paura, affrontare le EN con decisione, pregustamento e tenacia, e non temere che vengano ancora e ancora - certo che vengono, perché le abitudini sono molto forti, e tu avrai la possibilità di perfezionare lo sforzo di eliminazione. Non metterti nella posizione di vittima, diventa un cacciatore di EN, braccale e prova pregustamento per un’esperienza nuova, per le nuove vittorie e sconfitte che alla fine inevitabilmente ti portano al risultato desiderabile.

 

4) Si può avere una supposizione falsa, che siccome ci sono talmente tanti oscuramenti diversi, e per eliminare perfettamente anche una EN ci vuole così tanto tempo, che alla fine non ti basti il tempo della vita, e mentre ti occupi di un’oscuramento gli altri si consolidino.

Questa supposizione è falsa nelle tutte le sue parti.

E’ suffieciente anche un’insignificante esperienza nella pratica per scoprire che è difficile eliminare le EN solo all’inizio, ma piano piano si forma l’abilità nel fare lo sforzo, si aumentano i desideri stessi di eliminare EN e provare PI, e l’eliminazione di ogni successivo oscuramento si riesce più facilmente e velocemente. Fare progressi nell’eliminazione di un’oscuramento assomiglia al tirare un filo dal tessuto - hai tirato da un lato e il tissuto si è sfilato per tutta la sua larghezza, cioè faccendo progressi nell’eliminazione di un’oscuramento scopri la facilitazione nel lavorare con gli altri. Inoltre, più vai avanti nella pratica, più spesso vengono le PI, più interessante diventa la vita, più hai entusiasmo, pregustamento, tenacia e decisione, e il tempo stesso della vita si allunga dieci volte - in un giorno vivi tante cose che prima non le vivevi neanche in un mese.

Secondo me in due anni della pratica intensa e sincera si può ottenere un’eliminazione perfetta di EN e avere il continuo sfondo illuminato.

 

5) Se hai voglia di escludere, lasciare fuori una parte della pratica (per esempio, non dissipare le concezioni, o non sviluppare la sessualità, o non eliminare le EN ecc.), significa che proprio in questo campo i tuoi oscuramenti sono talmente forti che ti arrendi in anticipo. Se vuoi fare progressi nella PPD certamente devi scegliere le direzioni dell’attività attuale solamente secondo i desideri gioiosi, e non per le concezioni tipo “si deve sviluppare tutto”, ma se osservi un forte rigetto di un settore della pratica, hai paura pensando a questo settore, significa che hai degli oscuramenti forti in questo campo. Renditi conto di questo, elimini le paure e l’atteggiamento negativo, cattura ogni esplosione di pregustamento al pensiero che si può superare questa difficoltà, ch’è solo la questione di forza della tua sincerità, dell’asspirazione alle PI.

 

6) Esiste un punto di vista; “se nella taiga ti scontri faccia a faccia con un’orso la paura viene prima di pensieri e di emozioni, in quel momento si cambia la chimica del corpo - sale l’adrenalina e siccome è un’reazione naturale del corpo, non oscurata dalla mente ti chedi se si può evitare questa reazione, e se si deve farlo?”.

Quando vedi un’orso nello zoo, per qualche motivo non senti la paura, senti la gioia, la simpatia, apprezzi la sua bellezza e questo prova che la paura viene non dalla percezione dell’orso ma da quello che si era volata una catena di pensieri che non ti sei riuscita a fissare; “un’orso selvaggio - libero - è pericoloso”, e proprio per questo sono venute le EN legate ad esse sensazioni sgradevoli nel corpo. Questo esempio prova anche che non sono i cambiamenti chimici nel corpo a portare inavetabilmente alle EN, al contrario - le EN inevitabilmente portano al cambiamento della chimica del corpo, di cui avevo già detto, quando affermavo che qialsiasi mallatia, appassimento e malessere fossero le conseguenze delle EN. E certamente si può eliminare l’abitudine di spaventarsi all’incontro con l’orso nella natura, il che permette anche di pensare e di reagire in modo più veloce e chiaro al pericolo se c’è.

 

7) La difficoltà principale nell’eliminazione di EN consiste non nella definizione dell’abitudine stessa, come può sembrare, ma in quello che il praticante non è abbastanza sincero, e non se ne accorge o non vuole accorgersene di avere il desiderio di smettere di provare EN e cerca invece di un’eleminazione diretta di EN un percorso indiretto, per poter provare PI senza eliminare le EN. Un praticante così assomiglia il cigno il gambero e il luccio, perciò gli sforzi risultano inefficienti. Di solito un praticante insincero vuole raggionare sulle EN e non eliminarle. Può per delle ore raccontare dei suoi problemi, giorno per giorno chiedersi “come posso eliminare EN”, “perché è venuta”, giustificarsi che non sa distinguere quale EN sta provando adesso, anche se la distinzione di EN non è una condizione necessaria per eliminarla - si può eliminare tutto intero “sto sentimento del cazzo”. Quando c’è un EN - non c’è niente di cui pensare, perché questo non porta alla eliminazione di EN, e il raggionamento non può essere chiaro, perchè le EN fanno venire l’ottusità, l’incapacità di raggionare in modo coerente e creativo. Prima eliminare la EN e poi pensare, se vorrai, - questa è la posizione efficace.

 

8) E’ molto diffuso l’errore secondo il quale per bloccare le EN sia sufficiente “accettare tutto com’è” - semplicemente guarda alle tue EN, accettale come sono, chiediti “chi le prova?”, relassati, smetti di dividerle per desiderabili e indesiderabili ed esse si sciolgono.

Questa posizione di giustificazione del desiderio di provare EN è un modo di ingannare sè stesso e gli altri. Questa posizione è diffusa sopratutto tra gli “esoterici”, cioè tra le persone che vogliono fare un’impressione sugli altri con i suoi discorsi profondi e con l’aria importante, vogliono essere riconosciuti come “maestri”, ma non vogliono assolutamente smettere di provare EN. Perché è quasi impossibile nascondere le EN - si vedono sempre ad una persona almeno un po’ osservatrice da tua mimica, intonazione, atteggiamenti, perciò “un’esoterico” dice: “non solo sto provando EN, in realtà le sto osservando, non mi identifico con esse, non hanno potere su di me”. In realtà certamente è un’elementare gioco di parole - se adesso c’è un’EN non c’è nessun modo di “non identificarti” con essa, siccome “l’uomo” è un’insieme delle percezioni, e se in questo insieme c’è EN, allora in questo momento è una persona che prova EN e nessun gioco di parole ci possa cambiare niente. Se una persona non inizia ad eliminare la EN in momento in cui era venuta, vuol dire che lei vuole continuare a provarla e la sua posizione diventa assulutamente senza perspettive, se non è sincero, non si rende conto di quello che il desiderio di provare EN è molto più forte. Come una persona così può “insegnare” qualcosa a qualcuno, se non è sincera, se vuole provare EN, ingannando sè stesso e gli altri con i discorsi sofisticati?

Mentre “accetti tutto com’è”, “osservi e non ti identifichi”, l’abitudine di provare EN si consolida.

 

9) In seguito al continuo sviluppo della civiltà, sempre aumenta la quantità di persone aspirate alla creazione e all’accumulazione più che alla distruzione e a una vita vigitale (le esclusioni di questa regola sono note a tutti dai telegiornali). Ma nella questione della scelta di quello cosa accumulare/creare/perfezionare fino adesso c’è una totale confusione, e quando una persona fa una scelta si basa non sul pregustamento ma sugli steretipi e sulle concezioni false.

a) L’accumulazione di soldi. Quanto occore ad una persona per avere tutto quello che gli possa fare piacere? Non è sufficiente un milione di dollari? Considerando quello che si può mettere i soldi in una banca conservativa e vivere con la rendita - è completamente sufficiente anche la metà della somma. Negli USA adesso ci sono più di un milione di persone che hanno un patrimonio di $1mln. Ma forse hanno cessato lattività, hanno liberato il campo di commercio per gli altri e si godono la vita? Niente affatto. Come prima lavorano 10 ore al giorno per guadagnare unaltro milione, e poi ancora e acncora. E la tossicodipendenza, e non laccumulazione. E paradossale, ma non hanno tempo per godere - finiscono i loro giorni girando come una trottola. E quante persone spendono tutto la loro vita e non guadagnano niente di significante?

b) L’accumulazione di cose. Le cose si rompono, possono essere danneggiate o rubate, velocemente diventano fuori moda e tutto questo fa la vita degli accumulatori di cose un’incubo. Si potrebbe sembrare - se hai un’auto che hai usato 5 anni e puoi usarne ancora 10, perché devi comprarti una nuova? Solo per far impressione agli altri? Per ottenere un po’ più di comfort, come se fosse necessario, come se ti facesse almeno un po’ più felice? Se fare uno sforzo e guadagnare di più si può comprare una macchina più bella (o una casa, un mobile - dipenda su cosa si è fissati). E poi se guadagnare ancora un po’ si può comprare un modello più moderno. E si può anche aquistare tutto subito a rate - e poi lavorare per 30 anni per resrituire il debito…Non è una tossicodipendenza? Se esiste una persona che gli aquisti abbiano fatta felice? Guardate le facce dei possessori di macchine costose, e si capisce tutto - le sue facce sono deforamate dalle sofferenze come quelle degli altre persone, e forse anche di più. Le persone si sono dimenticate che le cose possono servirle e sono diventate i servi delle cose.

c) Istruzione. Una persona può metterci qualche anno per ottenere un diploma, che spesso non gli da nessun vantaggio né nella comunicazione con le altre persone, nè neanche al lavoro, nè tanto meno nel godimento. Certo che si aumenta il senso della propria importanza, ma questo ti fa ancora più vulnerabile, predisposto all’offesa, all’autocompassione, incapace di provare apertura, simpatia, di seguire i desideri gioiosi. Ti ingombri la testa con un’infinita quantità della spazzatura dopo di che ottieni con orgoglio il diploma che testimonia che nella tua testa è apparso un nuovo immondezzaio, le tue mani e le tue gambe hanno imparato a fare una serie di cose, ma è poco probabile che ti mai serviranno. Le informazioni ci si scordano, mantenere le abitudini richiede la pratica continua, e alla fine di godersi la vita si può scordare per sempre. I diplomi di laurea, certificati di paracadutista/sommergibillista/paraplanista/turista appesi sulla parete ti ricordano solo che ogni giorno che passa le abitudini si scordano, il tempo e i soldi spesi vanno a rotoli, e in questo momento sei assalito dalla noia, dal grigiore, dall’altre EN e non c’è nessun desiderio gioioso.

d) I figli e i nipoti. E’ veramente una botte senza fondo, nella quale miliardi di persone versano la propria vita. “Io vivo per i figli” - l’hai mai sentito? Ad ogni passo. La donna fa un figlio dopo di che non ha più bisogno di cercare i desideri gioiosi - non ha tempo per questo, adesso ha un milione di “bisogna”, “ devo”, “è logico” ecc. Mille problemi, non c’è tempo per niente, neanche a capire che tutta questa “vita per figli” è solo una droga che usi fino a intontire. E non c’è bisogno di dire che i figli non vogliono assolutamente che i genitori “vivano per loro”, faccendo di loro degli essere bruti, che non hanno il tempo libero e la libertà nello scegliere le attività, facendo di loro una cosa, uno schiavo - loro vogliono la libertà dalla veglia continua, che spesso ha un carattere della primitiva e brusca violenza fisica e morale. E più una persona vive “per i figli” più dipende da questa droga di “educazione”. E se l’educazione è andata “bene”, cresce un meccanismo ubbidiente e morto e adesso loro o si annoiano e litigano con tutta la famiglia, o riportano la sua tossicodipendenza ai nipoti, e se l’educazione è andata “male” i figli mandano i genitiri a quel paese e le EN vengono con una forza nuova.

Si può fare molti esempi simili e sono tutti uniti da una cosa - la persona sceglie uno sbagliato oggetto d’accumulazione e sia nel processo d’accumulazione sia nel risultato prova EN ampliarsi e una crescente tossicodipendenza dall’impressioni, aumentante insicurezza nell’accumulazione e nell’uso dei risultati d’accumulazione, una sensazione che la vita è stata vissuta senza senso. Rimane con un pugno di mosche e o ci si distrugge definitivamente e precipitosamente, o è costretta ad intronare sè stessa con degli esortazioni evedentemente bugiarde che la vità non è andata invano e cercare degli oggetti d’accumulazione sempre nuovi, prodigandosi per chiudere gli occhi e non vedere la loro evedente incapacità di fare la sua vita più felice.

A differenza di tutto questo la PPD dà nelle mani della persona un’oggetto d’accumulazione unico - le percezione illuminate che formano lei stessa - cioè non quello che “lei ha”, ma quello cos’è. Per viaggiare nel mondo delle PI non occore niente tranne essere vivo. I “beni” accumulati non si possono essere tolti, non invecchiano, non vanno a male e non richiedono pulizia. E una chance unica eccezionale per l’uomo di uscire dal vicolo ceco in cui vive gia più di un millenio.

 

01-08) Man mano che le forti EN si eliminano si scopre un mucchio di “piccole” EN, che sempre provavi ma non te ne accorgevi per via di quelle più grosse. Questa scoperta avviene in seguito alla manifastazione del desiderio di rafforzare le PI, o nella ricerca del motivo di quello che nonostante elimini perfettamente le EN le PI sono ancora rare e deboli. In questo caso si può fare “ la compattazione” - quello che prima indicavi con l’intensità “3” o “4” adesso indichi come “10” e così le “piccole” EN che prima neanche fissavi, adesso hanno una valutazione d’intensità del tutto notevole, cominciano ad essere scoperte ed eliminate. Le EN che con la scala vecchia si valutavano da 3 a 10 adesso si indicano come “fuori scala”.

Fai delle “batterie” del controllo totale e cerca di fissare le più insignificanti esplosioni di EN anche quelle quando non sei completamente sicura se c’era un’EN o no. In seguito si scopre che in mezz’ora provi non cinque - sei EN come pensavi prima, ma 50, 100! Sembrano polto piccole, ma quando cominci ad eliminarle perfettamente avviene una viva esplosione di frequenza e di intensità delle PI. Allora diventa chiaro che le “piccole” EN non sono per niente piccole visto che la loro influenza sulle PI è cosi paralizzante e la loro eliminazione porta ad una considerevole crescita di PI.

Una compattazione fatta bene porta sempre a quello che dove prima non fissavi una certa quantità di EN se ne scoprono dieci volte in più.

Durante la pratica di compattazione propongo di dividere il giorno per i periodi di cinque minuti e fissare la quantità di EN (e naturalmente eliminarle). Più densamente riempi il giorno d’intervalli di 5 minuti più bene ti riesce la compattazione. Se praticarla qualche ora al giorno allora in qualche giorno si forma l’abitudine desiderabile di accorgersi ed eliminare le “piccole” EN.

Eliminare le micro-EN tecnicamente è molto facile, ma richiede un’alto livello d’attenzione - sono talmente misere, appena visibili, è talmente difficile di predisporsi alla loro eliminazione perfetta. Lasciarle senza l’attenzione è pericoloso e prodigo. Pericoloso perché si appaiono una dietro l’altra, nutrendo lo SF e bloccando le PI. Prodigo perché l’eliminazione perfetta di micro-EN porta ad un’inaspettatamente considerevole crescita d’intensità e di durata delle PI.

Man mano che il volume di EN diminuisce e il volume di PI si aumenta, appare e si rinforza continuamente “l’effetto della giornata lunga”. In una giornata vivi tante cose quante prima vivevi in una settimana, due, in un mese. Sopratutto lo si vede confrontando gli appunti nei registri - comparando la quantità e l’importanza delle scoperte. Lo si sente in modo particolarmente vivo in seguito all’esecuzione di pratica della compattazione. Insomma, solo grazie a questo la reale durata della vita si aumenta di diecine di volte.

 

01-09) Spesso succede che la persona non fissa nè PI nè EN - “non succede niente”. Questo significa che in questo momento c’è lo SN, siccome in quel esatto momento quando non ci sono lo SN e le EN, in quel esatto momento ci sono le PI. Questo SN si chiama proprio così “non-succede-niente” (“NSN”). Se il NSN è di un’intensità debole, allora spesso si manifestano gli scoppi di EP, in questo caso lo SF si chiama lo “stato chiaro grigio” (“SCG”). Tre percezioni: la contentezza, il NSN e lo SCG le indico come “CNS”.

Man mano che l’eliminazione di forti e frequenti EN entra nella fase finale, il problema di CNS esce in primo piano siccome sono assolutamente inabbinabili con le PI. Ad una persona che ha sofferto per molti anni dal predominio di EN e ha creduto per tutta la vita che CNS sia la liberazione dalle sofferenze, è particolarmente difficile rinuncarci. Delle volte la persona “si immerge” con la testa in questi stati finchè non vomita, finché non avrà una viva asspirazione alle PI, ma anche dopo di questo la superazione d’abitudine di voler provare CNS è un compito difficile.

Contro lo sfondo di CNS si manifesta fortemente il desiderio di EP che spesso chiamano “il desiderio d’impressioni” (“dim”). Nel concetto di “dim” aggiungiamo anche il desiderio di tutte quelle attività con cui le persone pensano di provare delle EP - leggere un libro, guardare un film, parlare, e ogni tanto anche “ fare la pratica di compensato”, cioè imitare la pratica, copiando le sue forme esterne (la forma d’imitazione più frequente sono le chiacchiere vuote sulla pratica).

Per superare CNS e dim consiglio usare in modo massimamente attivo le pratiche formali - l’espressione del desiderio [di provare PI] ad alta voce, la creazione di PI, la levigatura emotiva ecc. Le pratiche formali saranno efficaci se fare non meno di 1000 atti al giorno, è ottimale con le serie di 20-50-100 atti, finendo ogni serie con la ricerca di PI, con il “tendere l’orecchio” alle PI.