Selezione di stati piacenti.

 

Parte 02 - “Pensieri”

 

 Capitolo 02-01: La libertà dalle concezioni false

 

 “Tutti noi in molte questioni ci basiamo sulle autorità messe nella nostra testa durante l’educazione famigliare o sul “buon senso”; abbiamo paura di scuotere in sè il senso della sicurezza. Se lo rifiutate, avete un po’ di pazienza, e presto ve ne accorgete.”

 

Erik Rogers

 

 

Indice del capitolo:

02-01-01) Le concezioni e il suo ruolo nell’apparizione di EN.

02-01-02) Le fonti di apparizione delle concezioni.

02-01-03) Le concezioni chiare e non chiare.

02-01-04) Le concezioni “evedentemente vuote” e “di lavoro”.

02-01-05) La pratica di contropposizione e di sostituzione meccanica.

02-01-06) Anticoncezione. La definizione e i tipi. Esempi di concezione sul “futuro”.

02-01-07) Fare la lista delle concezioni.

02-01-08) La classifica delle concezioni per il suo contenuto.

02-01-09) Obbiettivi forti e deboli.

02-01-10) La classifica d’interpretazioni. La questione di parenti. La concezione di"legami".

02-01-11) La scelta dell’interpretazione. Esempi.

02-01-12) L’esaminazione delle concezioni, argomeni e controargomenti.

02-01-13) Il metodo diretto delle concezioni.

02-01-14) Il cambio ciclico dell’interpretazioni.

02-01-15) La concezione astratta del “io”. La pratica della riconoscienza dell’assenza.

 

 

02-01-01) Cominciando ad eliminare le EN ti accorgi che più spesso esse appaiono quando le cose non vanno in mondo che volessi tu. Le EN sono accompagnate con dei pensieri “non è giusto”, “non è bene”, “bisogna fare in modo diverso”, cioè le tue idee su come “deve” essere entrano in contraddizione con quello che in realtà c’è, e l’abitudine di provare EN in questi momenti si manifesta accutamente. Perfezionando gli sforzi d’eliminazione delle EN, rafforzando la chiarezza in quello che non vuoi provare, vuoi bloccare questa abitudine fastidiosa, consolidando il desiderio gioioso di provare le percezioni illuminate (PI), godendo la chiarezza cosciente, arrivi alle manifestazioni di un’interesse solido per raggionamento critico delle concezioni.

La parola “concezione” si usa nella scienza per indicare un sistema d’ipotesi abbastanza non contradditorio e delle interpretazioni dei dati sperimentali. La parola “concezione” nel contesto di questo libro si usa in accordo con il significato che ha nel linguaggio parlato - “un sistema d'opinioni preso meccanicamente".

"Meccanicamente" vuol dire imitare pedissequamente, senza pensare, influezati dalle EN (per esempio dal senso della propria inferiorità, l'imbarazzo, la paura dell'atteggiamento negativo nei propri confronti, la paura d'isolazione ecc.), senza propri raggionamenti, senza propria ricerca delle basi sotto forma dei dati sperementali. Cioè si prende un'affermazione come vangelo e poi la persona vive in questo modo come se fosse la verità assoluta.

"Il sistema d'opinioni" è un stabile assortimento di pensieri che vengono fuori per abitudine in una certa situazione.

Per esempio, se un bambino si è matto male e si è messa a piangere allora ti viene una abituale seria di pensieri: "il bambino piange - gli fa male - si deve consolarlo", il che ci dà motivo di dire che c'è la concezione "un bambino che piange deve essere consolato". Ma con il tempo potrai scoprire che le lacrime e le richieste si aumentano sempre di più, si deve consolare sempre più spesso e aòòora potrai mettere in dubbio questa concezione, cominciare a ragionare. In seguito ai ragionamenti, osservazioni e supposizioni che ne derivano e allle esperienze nuove potrai concludere che "consolare" significa abituare il bambino a provare l'autocompassione. Alla fine potrai cambiare i tuoi atteggiamenti - non solo non consolare, anzi - privare d'attenzione il bambino ogni volta che lui prova le forti EN, e quando nel suo pianto c'è pausa, mostrargli attenzione e simpatia, se c'è. Alla fine il bambino capirà che il pianto dirotto e la viva autocompassione gli tolgono la tua attenzione, e così avrà lo stimolo per cessare l'abitudine di coltivare questa EN in questa situazione. E tu alla fine eliminerai la concezione, proverai la percezione della chiarezza e ti resterà solo ottenere una perfetta eliminazione delle EN che ti vengono per l'abitudine quando il bambino piangendo cerca di attirare la tua attenzione.

 

02-01-02) Acqusisci le concezioni dalle fonti diverse.

Per esempio, se il madre durante il pranzo vede uno scarafaggio, fa una smorfia, caccia un'urlo e lo porta nel water con schiffezza e paura, tu essendo una bambino piccolo che apprende e assorbe tutto intorno, apprendi e questo atteggiamento per gli scarafaggi, dopodiché prendi facilmente la concezione: "gli scarafaggi fanno sciffo". Questo è il modo "emozionale" di passare le concezioni.

Un'altro modo - "autorevole". Se uno "rispettabile" o più "grande" o "intelligente" con un'aria importante ti dice che si fa questo o quello, si può prendere cecamente questa affermazione come vangelo, siccome una persona così "intelligente" e "rispettabile" non può dire sciocchezze.

Il terzo modo è mimetizzazione. Se ti trivi in un gruppo di persone, cominci ad assimilare le loro concezioni, se vuoi essere ammesso, non essere rinnegato.

Voglio rilevare a parte il dolore e la paura legata ad esso come il modo di assimilare le concezioni. Se il bambino è caduto, si è fatto male e se è spaventato, in questo momento sotto la pressione della nonna premurosa assimila facilmente la concezione che "correre fortemente è pericoloso e male, e sidersi tranquillamente è bene e privo di pericolo".

Il quinto modo è basato sull'errore quando una certa serie di fattori si considera come completo e finito. Quando dici " Sul Marte la vita non c'è", prima presumi che questa ipotesi sia basata sui fattori conosciuti per ora,e che nel futuro si possa essere scoperta qualsiasi cosa - la più incredibile ed inaspettabile, con il tempo però cominci ad essere sicura che sul Marte la vita non c'è.

Il sesto modo è un'errore logico, o la mancanza o scorrettezza delle premesse iniziali, o l'ottusita cioè quella spicifica inerzie del raginamente che è provocata dalle forti EN.

Il settimo è basato sul senso della propria importanza. Dire qualcosa con il toni importante, "da esperto" vuol dire salire agli occhi della moglie, dell'amico, del collega, e poi non ti resta più niente che far valere il proprio punto di vista fino alla fine, assurda che sia, usando la pressione psicologica ("ma non capisci niente tu?"), con fondendo a posta la questione, cioè coltivando volutamente la cosa poco chiara.

L'ottavo sono le altre concezioni che generano gli ossessivi desideri meccanici. Se tuo padre pensa che la figlia "deve" dire - dove si ferma per dormire, con chi fa sesso ecc., quando esci e non gli dici niente lui prova l'esplosione di preoccupazione, d'agressione vuole farti accontentare il suo desiderio e comincia ad inventare delle storie spaventose e più spaventosa sarà la sciochezza che inventa è più probabile che fuonzioni. In questo modo lui fa del tutto per generare in sè stesso delle concezioni nuove e cerca di passarle a te per poter controllarti, tenerti in prigione.

Il nono è uno dei più comuni - l'insencerità nei raggionamenti. Puoi escludere gli argomenti, non portare i raggionamenti a termine, prevedendo che il resultato sarà opposto alle tue opinioni, o potrai essere pigra a vedere bene le strozzature della tua concezione. Per questi "raggionamenti" è tipica la presenza dei elementi "è chiaro che...", "tutti sanno che...", "gli studiasi hanno scoperto tanto tempo fa che..." (e nonostante ciò è chiaro che non esestono dei riferimenti concreti alle dichiarazioni concreti degli studiosi, comparazioni con le altre opinioni) ecc.

 

02-01-03) La gente pensa molto di rado, perché sotto la parola "pensare" si capisce non il processo di raggionamento, confronto o analisi degli argomenta ecc., ma il processo del maneggiare concezioni.

Le concezioni si devidono a due grandi classi. Il primo sono le concezioni evidenti, cioè quelli che una persona può formulare da sola, che lei stessa promuove attivamente. Si può leggere nei livri che la verza fa bene, ispirarsene e cominciare a convincerne i suoi.

Immaginiamo un'altra situazione: chiediamo a una persona se è possibile smettere di provare le EN e certamente lei risponde di "no", ma questo non significa che lei ci aveva mai pensato, aveva analizzato gli argomenti di qualcuno o delle testemonianze, o aveva provato gli sforzi da solo. Questi pensieri non gli erano neanche venuti in mente e prima che gli hanno fatto questa domanda poteva anche non sapere che sarebbe risposto in questo modo. E se gli avessero chiesto di elencare in modo evidente le sue idee del mondo questa concezione non si sarebbe neanche evidenziata nell'elenco. Queste concezioni le chiamo non evidenti. Però anche se sono non evidenti determinano gli atteggiamenti della persona in modo non meno forte che quelle evidenti. Se quello che condivide la concezione non evidente di "non è possibile smettere di provare le EN" indurre a raggionamento può arrivare a qualsiasi conclusione - "non si può smettere", "forse si può smettere", "non loso, non ho provato", "ci devo pensare", "perché no" ecc., e comunque si comporterà in moda come se accettasse completamente la concezione di impossibilità di cessarle. Se una persona viola la legge perché non la conosce comunque ne sarà responsabile, e così le persone si risentono le conseguenze delle loro concezioni anche se possono perfino non sapere di loro esistenza. Un'altro esempio della concezione non evidente: "non potrò raggiungere l'illuminazione fino alla fine della mia vita". Smentirla in pratica non è possibile. E' difficile che questa concezione possa provocare un'inquetudine notevole, siccome opera di qualcosa molto lontano - della fine di vita e di qualcosa molto indifinito - "illuminazione". Non ci sarà nessun notevole dialogo interno di esso - il forte dialogo interno è imegliato dalle cose più quotidiane. Se qualcuno esprime questa idea potrai anche non essere d'accordo con lui (dipende dall'umore) oppure rimanere indeciso e comunque la concezione esisterà e sopaffarà l'avvenirismo. La consapevolezza di avere questa concezione può nascere all'i,proviso - in seguito agli sforzi per eliminare le EN, per creare delle percezioni illuminate, controllo del caotico dialogo interno, discorso con il preticante ecc., e solo dopo di questo ti senti quel peso con cu ti ha schiacciato e potrai fare gli sforzi per liberartene.

Una concezione evidente è subito disponibile per l'esame, e invece quella non evidente prima deve essere scoperta, il che non è per niente facile, e dopo la scoperta deve essere formulata in modo chiaro per farla l'oggetto dell'esame.

Per evedenziare una concezione non evidente io propongo usare la fisazione scritta e l'esame del dialogo interno in quel momento quando appaiono le EN quando si trascina lo SN o SEN. Ogni concezione - evidente o non evidente - è una parte del dialogo interno (DI) cioé una fila dei pensieri che scivola in vodo veloce. Il dialogo interno consiste di più strati (di cui si parla dettagliatamente più avanti). Il forte dialogo interno consiste delle parole pianamente dette mentlamente e questo pensiero può durare da una frazione del secondo e di più. Il ceco dialogo interno consiste di framenti delle parole e delle immagini che hanno una dirata di 1/30 secondo e il pensiero che consiste di una catena di questi framenti può avere una durata molto corta - per sempio un terzo del secondo perciò il "cogliere" e la fisazione di questi pensieri richiede molta attenzione, una velocità alta di eliminazione delle EN.